lunedì 26 maggio 2014

gioia infinita

Amore mio, Ipsitilla, io ti prego,
fichetta mia, delizia, di aspettarmi:
oggi vengo da te, nel pomeriggio.
Dimmi di sì, tesoro, non sprangare
la porta e non uscire, resta in casa
e tienti pronta. Almeno nove volte
ho voglia di scoparti. Anzi, se vuoi,
dimmi “vieni” soltanto e arrivo subito.
Son qui, sdraiato dopo pranzo, e supino
alzo col cazzo tunica e mantello

Catullo

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