il paradiso, hortus conclusus, l'ho sempre immaginato come de-limitato nelle spazio fisico o nelle libertà individuali, e invece forse ed evidentemente può esserlo nel tempo. siamo abituati a pensarlo associato all'eternità e forse è così: è eterno, finchè dura.
in un senso strettamente letterale e filogico, per la derivazione del suo significante dal persiano, il paradiso, giardino recintato, mi è semplicemente precluso, in quanto luogo confinato, simbolicamente chiuso e concluso.
dal quale io sono automaticamente esclusa, votata (condannata?) alla libertà e alla vastità.
(particolare da Bosch, Il Giardino delle delizie, Museo del Prado)
Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità.
politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla