"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck
giovedì 31 dicembre 2015
Diciamo che mi chiamo Ossessione
Sono io la grande balena bianca, desiderosa di vivere e di ammazzarti, l'incarnazione di tutto ciò che odi, o sei tu, la grande utopia di acciuffare il proprio destino e dominarlo, l'essere ambiguo che ammicca e sprofonda negli abissi.
La grande balena bianca è la nostra relazione, arpionata a morte e ormai inabissata nelle acque irraggiungibili e gelide di un oceano mostruoso.
La grande balena bianca vive dentro di me, nelle profondità della mia malattia mentale.
Dalla disillusione possono nascere capolavori.
venerdì 2 novembre 2012
IL GIORNO CHE I MORTI PERSERO LA STRADA DI CASA
mercoledì 15 agosto 2012
che meraviglia
La gente dice che ciò che conta è vivere, ma io preferisco leggere.
(Logan Pearsall Smith)
sono entrata in libreria, l'unica libreria che c'è qui. cercavo una novità, è tanto che non leggo un bel librone da trenta euro appena stampato.
La signora della libreria, bellissima nella sua naturale sciattezza e nell'ostentazione dei suoi anni, mi ha raccontato come fosse finita a vendere libri nel più piccolo paese d'Italia, a più di 1000 km da casa sua.
tanti anni fa, mi ha detto, era venuta ad accompagnare la madre in vacanza, che purtroppo in quei giorni si ammalò e così la vacanza diventò un lungo soggiorno in ospedale. durante quei mesi di ozio, la futura libraia - ex giornalista ed ex collaboratrice di case editrici, c'è da precisare - faceva compagnia alla madre ammalata e si ritrovò a poter leggere solo i librini gialli che rimediava nelle edicole.
da lì, dopo 4 mesi di noia mortale, la decisione di trasferirsi definitivamente in quel paesello e di aprire una libreria - prima ed unica libreria del paese -, dunque di invecchiare lavorando: il negozio le permette semplicemente di andare in pari tutti i mesi ma almeno non fa la pensionata e non si annoia più.
non ce l'ho fatta a persistere nella decisione di acquistare una novità. mi sembrava, dopo questa bella storia, di aver già fatto il pieno. e ho optato per un classico che avrei voluto leggere da tanto tempo.
LA PELLE, Curzio Malaparte. in un'edizione curatissima, di Adelphi. uno di quei libri che ti fanno benedire l'invenzione della scrittura.
Una meraviglia. una vergogna non averlo letto prima, un peccato averlo già letto.
mercoledì 18 aprile 2012
ODIO PURO
Niccolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via
martedì 27 marzo 2012
Lo fatal
scoperta di oggi, studiando per il tfa e cercando di colmare le lacune in
letteratura ispanoamericana (questa sconosciuta)
Il lavoro sarà infinito, e probabilmente non avrò neanche i soldi per pagarmelo se lo passo, ma intanto studio.
Mi tengo impegnata.
Lo fatal è che questo cuore late y late. sangra y late. echo polvo y late. desesperado, late.
domenica 25 marzo 2012
ciao Antonio!
La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare... un po' qua e un
po' là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un
mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l'altro? A volte quello
che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui
che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle
leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e
crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci
ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna
parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto
granello che teneva tutto insieme... e poi un giorno il dito si ferma da sé, non
ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c'è un tracciato strano, un disegno
senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta
quella roba lì erano i ghirigori.
Antonio Tabucchi, Tristano muore.
sabato 24 marzo 2012
mangiata, viva.

"La realtà non è un 'vissero felici e contenti', o stronzate del genere. La vita
è lavoro, fatica. Solo raramente la persona che amiamo è davvero degna del
nostro amore. Forse nessuno ne è degno, oppure nessuno merita un tale fardello.
Alla fine si resta fregati. Si resta delusi, si perde la fiducia e si passano
momenti terribili. Quello che perdi è più di quello che guadagni. Alla fine, odi
e ami in parti uguali la persona che hai scelto. Eppure, cazzo, ti rimbocchi le
maniche e ti dai da fare, perchè diventare adulti significa proprio questo."Dennis Lohane, La morte non dimentica (Mystic River)
venerdì 23 marzo 2012
Sisifo (in)felice
Del resto, viviamo in un mondo creato da un Dio per erigervi il proprio patibolo (Borges).
interessante articolo sui letterati suicidi di Sergio Garufi che si conclude con queste righe di Camillo Sbarbaro:
“è aperto un concorso per segretario comunale a Scarnafigi. Se vi concorressi? Immagino un paese tagliato fuori dal mondo; un grosso borgo, piatto, terribilmente banale. Vi arriverei in un giorno di pioggia. Vi sposerei una donna insignificante, ad esempio un’economa. Nessuno saprebbe più nulla di me. Mi preparerei una vecchiaia perbene. Accarezzo l’idea. Sarebbe un suicidio tranquillo e decente; più silenzioso dell’annegamento che riempie d’acqua la bocca.”
lunedì 20 febbraio 2012
io, eucariota che son io....eucariota che non sono altro...
Di colpo lui assunse un'espressione strana, come se fosse cupamente divertito. "Se noi fossimo due cellule di lievito, sai cosa faremmo?""Non voglio sapere niente delle cellule di lievito! Non ne posso più del lievito."
"Potendo scegliere, lo stato ideale per una cellula di lievito sarebbe quello di diploide. Ma se si trova in un ambiente privo di nutrienti, sai che cosa succede?"
"Non me ne importa niente!"
"Le diploidi si separano di nuovo in aploidi. Piccole aploidi solitarie. Perchè in una fase critica è più facile sopravvivere come cellula singola."
domenica 8 gennaio 2012
tutto bene quel che finisce bene

"Così, secondo il rito prescritto, Psiche sposò Amore e nacque al termine giusto una figlia che noi chiamiamo Voluttà."
(Apuleio, L'Asino d'Oro)
domenica 20 novembre 2011
...
Elsa Morante, L'isola di Arturo.
mercoledì 16 novembre 2011
brutti momenti

palloncini, pesciolini, frittatine, mandarini, tutti a nanna. abbiamo solo giocato. la vida es sueño.
domani ti svegli, e sei morta. e continuerai a sognare IERI.
lunedì 24 ottobre 2011
la mia inquietudine
se traçam os limites do nosso pensar e sentir. Da minha
língua vê-se o mar. Da minha língua ouve-se o seu rumor,
como da de outros se ouvirá o da floresta ou o silêncio do
deserto. Por isso a voz do mar foi a da nossa inquietação.
Vergilio Ferreira
mercoledì 12 ottobre 2011
se lo dico io non mi credete.

La vida empieza en lágrimas y caca,
luego viene la «mu», con «mama» y «coco»;
síguense las viruelas, baba y moco,
y luego llega el trompo y la matraca.
En creciendo, la amiga y la sonsaca
(con ella embiste el apetito loco).
En subiendo a mancebo, todo es poco,
y después la intención peca en bellaca.
Llega a ser hombre y todo lo trabuca:
soltero sigue toda perendeca,
casado se convierte en mala cuca.
Viejo encanece, arrúgase y seca;
llega la muerte, todo lo bazuca,
y lo que deja paga, y lo que peca.
Francisco de Quevedo
giovedì 4 agosto 2011
i mari del Sud
Soltanto i giovani hanno momenti simili. Non sto parlando dei giovanissimi. No. I giovanissimi, in effetti, non
hanno momenti. È il privilegio della prima giovinezza di vivere in anticipo sui propri giorni, in quella bella continuità di
una speranza che non conosce né pause né introspezione.
Ci si chiude alle spalle il piccolo cancello della fanciullezza e si entra in un giardino incantato, dove anche le
ombre splendono di promesse e ogni svolta del sentiero ha una sua seduzione. Non perché sia una terra inesplorata. Si
sa bene che tutta l'umanità è passata per quella stessa strada. È il fascino dell'esperienza universale da cui ci si aspetta
una sensazione non comune o personale: un pezzetto di se stessi.
Riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, si va avanti, eccitati e divertiti, accogliendo insieme la buona e la
cattiva sorte - le rose e le spine, come si suol dire - il variegato destino comune che ha in serbo tante possibilità per chi
le merita o, forse, per chi ha fortuna. Già. Si va avanti. E il tempo, anche lui va avanti; finché dinnanzi si scorge una
linea d'ombra che ci avvisa che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata indietro.
Questo è il periodo della vita in cui è probabile che arrivino i momenti di cui ho parlato. Quali momenti?
Momenti di noia, ecco, di stanchezza, di insoddisfazione. Momenti precipitosi. Parlo di quei momenti in cui chi è
ancora giovane è portato a compiere atti avventati, come sposarsi all'improvviso, o abbandonare un lavoro senza motivo
alcuno.
La linea d'ombra - J. Conrad
giovedì 28 aprile 2011
russosky
Nikolaj Vasil'evic Gogol', Le anime morte
giovedì 24 febbraio 2011
Bacco senza Arianna
Amantes y enemigos

Qué extraña enfermedad es la pasión. Desde niños llevamos en el ánimo un doloror, una herida sin nombre, una necesidad frenética de entregarnos al Otro. A ese Otro, que está dentro de nosotros y no es más que vacío, lo intentamos encontrar por todas partes: nos lo inventamos en nuestros compañeros de universidad, en el colega de trabajo, en nuestro vecino. Como Anna y Ruggiero. Ahora bien, cuando ese perfecto extraño no responde a nuestra necesidad y nuestra fabulación, entonces nos embarga la tristeza más honda y más elemental, esa desolación que Dios debió de crear en el Primer Día, tan antigua es y tan primordial. Desciende la melancolía del desamor sobre nosotros como una lluvia de muerte sólo comparable a la del Diluvio Universal; porque igual de tristes y de excluidos y de condendo a la no vida deviarono de sentirse, cuando aquella hecatombe, todos los seres que no encontraron plaza en el Arca de Noé. Aupados a una última colina que en pocas horas también se anegaría, las criaturas no admitidas contemplarían con desgarradora nostalgia cómo se alejaba la barca salvadora, toda ella repleta de parejas. Las felices e inalcanzables parejas de los otros.
Rosa Montero, Los besos de un amigo, in Amantes y enemigos. Cuentos de parejas
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