"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

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domenica 30 gennaio 2011

Little Silvio



http://shockdom.com/open/esse/2011/01/30/le-avventure-del-piccolo-silvio/

giovedì 13 gennaio 2011

???



Berlusconi: "Sto con la Fiat".






e allora perchè ti ho sempre visto su un'Audi A8???

domenica 11 ottobre 2009

la leggenda del premier eletto dal popolo


di Ilvo Diamanti

"Presidente eletto dal popolo". Così si definisce Silvio Berlusconi.
Sempre più spesso, da qualche tempo. Per rivendicare rispetto dai molti nemici che lo assediano. Ma, al tempo stesso, per marcare le distanze dall'altro presidente. Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica.
Il quale, al contrario, è "eletto dal Parlamento". Anzi da una parte di esso. Perché Napolitano non è "super partes", ma di sinistra. Come tutte le altre istituzioni dello Stato. Corte Costituzionale e magistratura in testa. Non garanti. Ma soggetti politici. Di parte.
Per questo Berlusconi non ne accetta le decisioni, ma neppure il ruolo. In pratica: considera le istituzioni dello Stato - e quindi la Costituzione - inadeguate. Peggio: illegittime. Meno legittime di lui, comunque.
Presidente eletto dal popolo. Queste affermazioni, sostenute a caldo e a tiepido dal premier, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, si fondano su premesse discutibili, anzitutto sul piano dei fatti. Dati per scontati. Che scontati non sono.
Il primo fatto è che Berlusconi sia un presidente "eletto dal popolo". È quanto meno dubbio. Perché l'Italia non è (ancora) un sistema presidenziale. I cittadini, gli elettori, votano per un partito o per una coalizione. Non direttamente il premier o il presidente. Anche se, dopo il 1994, abbiamo assistito a una progressiva torsione delle regole elettorali e istituzionali in senso "personale". Senza bisogno di riforme. Così, nella scheda elettorale, accanto ai partiti e alle coalizioni viene indicato anche il candidato premier. (Come ha lamentato, spesso, Giovanni Sartori).
Tuttavia, non si vota direttamente per il premier, ma per i partiti e gli schieramenti. Silvio Berlusconi, per questo, non è un presidente eletto dal "popolo". Semmai dal "Popolo della Libertà". Da una maggioranza di elettori, comunque, molto relativa.

Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del "popolo", insomma.
Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l'8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare "opposizione".
Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato "personale" più limitato, dal 1994 ad oggi.
Tutto ciò, ovviamente, non intacca la legittimità del governo e del premier. Semmai la sua pretesa di interpretare la "volontà del popolo".
D'altronde, si vota una volta ogni cinque anni, mentre i sondaggi si fanno quasi ogni giorno. Per cui, più che sul voto, il consenso tende a poggiare sulle opinioni. Sulla "fiducia".
Ma stimare la "fiducia" dei cittadini è un'operazione difficile e opinabile. Che non coincide con il consenso elettorale. Non si capirebbe, altrimenti, perché, se davvero - come sostiene Berlusconi - il 70% degli italiani ha fiducia in lui, alle recenti elezioni europee il Pdl si sia fermato al 35%, la coalizione di governo al 45% e le preferenze personali per il premier al 9% (dei voti validi). La fiducia, inoltre, è difficile da misurare. Per ragioni sostanziali, ma anche metodologiche. Soprattutto attraverso i sondaggi. Dipende dalle domande poste agli intervistati. Dagli indici che si usano.
Alcuni fra i principali istituti demoscopici (come Ipsos di Nando Pagnoncelli e Ispo di Renato Mannheimer) utilizzano una scala da 1 a 10, per analogia al voto scolastico. Per cui l'area della "fiducia" comprende tutti coloro che danno a un leader (o a un'istituzione) la sufficienza (e quindi almeno 6).
Oggi, in base a questo indice, circa il 50% degli italiani esprime fiducia nel premier Berlusconi (le stime di Ipsos e Ispo, al proposito, convergono). Mentre a fine aprile, dopo il terremoto in Abruzzo, superava il 60%. Ciò significa che negli ultimi mesi la "fiducia" del popolo nel premier si è ridotta, anche se risulta ancora molto ampia. Tuttavia, anche accettando questi indici, un 6 può davvero essere considerato un segno di "fiducia"? Ai miei tempi, nelle scuole dell'obbligo - ma anche al liceo - era una sufficienza stretta. Come un 18 all'università. Che si accetta per non ripetere l'esame. Ma resta un voto mediocre. Basterebbe alzare la soglia, anche di pochissimo, un solo punto. Portarla a 7. Per vedere la fiducia nel premier (e in tutti gli altri leader) scendere sensibilmente. Al 37%. Più o meno come i voti del Pdl. Con questi dati e con queste misure appare ardita la pretesa del premier di parlare in "nome del popolo". Tanto più che, con qualunque metro di misura, il consenso personale verso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risulta molto più elevato. Fino a una settimana fa, prima della recente polemica, esprimeva fiducia nei suoi confronti circa l'80% degli italiani, utilizzando come voto il 6. Oltre il 50%, con una misura più esigente: il 7. Lo stesso livello di consenso raccolto dal predecessore, Carlo Azeglio Ciampi.
Anche da ciò originano le tensioni crescenti tra il premier e il Presidente della Repubblica. Nell'era della democrazia del pubblico. Maggioritaria e personalizzata. Dove i media sono divenuti lo spazio pubblico più importante. E il consenso è misurato dai sondaggi. Nessuno è "super partes". Sono tutti "parte". Tutti concorrenti. Avversari o alleati. Amici oppure nemici. Anche Napolitano, soprattutto Napolitano. Per la carica che occupa e la fiducia che ottiene. Agli occhi di Berlusconi, impegnato a costruire la leggenda del "presidente votato e voluto dal popolo". Non può apparire amico.


(http://www.repubblica.it/, 11 ottobre 2009)

domenica 23 agosto 2009

PARADOSSI....

simboli massonici a villa La Certosa


Nel 1981 si scoprì che era affiliato alla loggia P2 e lui, zio Silvio, candidamente dichiarò che lo aveva fatto solo dopo molte insistenze, per far felice Roberto Gervaso..aveva, per così dire, ceduto per accontentare l'amico.
Come se fosse una cosa così, non so, tipo “ma dai si mi hai convinto ci vengo anch'io in palestra!”
Ora l'ESPRESSO pubblica un servizio corredato di fotografie che dimostrano come a villa Certosa vi sia un grande percorso massonico e iniziatico: simboli esoterici a go-go, piante geometriche che rimandano a iconografie religiose, richiami mitici, allegorie massoniche..
un esempio?
La famigerata piscina con i cactus a gradoni concentrici, richiamo ad Atlantide: questo mito è da sempre caro ai massoni, poiché vi riecheggia l'idea di un mondo ideale abitato da saggi. Il tema dei cerchi concentrici si ritrova attorno alla statua della centaura di Alba Gonzales, circondata da siepi e massi: i 5 giri delle siepi rappresentano il Pentacolo. Il Pentacolo è un simbolo esoterico pagano associato al culto di Afrodite (il pianeta Venere ogni 8 anni traccia un pentacolo perfetto).
I cerchi concentrici soni una costante nel parco di villa Certosa.. e curiosamente anche nei ciondoli regalati da papi a Noemi e ad altre ragazze...
potete divertirvi a trovare altri simboli massoni nelle foto della villa (se vi fa schifo comprare “OGGI” provate con Google Earth) , e a leggere le interpretazioni del professor Marcello Fagiolo, autore di “Architettura e Massoneria”...

(NELLA FOTO L'ORTO BOTANICO, CHE RIPRENDE LA PIANTA DEL TEMPIO DI SALOMONE.
Il tempio di Salomone ha da sempre molti significati, sia in quanto presunto contenitore dell'Arca dell'Alleanza sia per le misure che si ritenevano ricavate da un codice cosmico, trasformato in rapporti geometrici.)

venerdì 7 agosto 2009

giochi....


Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti telefona al premier, Silvio Berlusconi:

- Pvesidente sto facendo un puzzle... pevò non viesco nemmeno a iniziave... ogni pezzo assomiglia all’altvo, uffa!!!

- Hai forse un modello? - risponde il Berlusca - Come è fatto questo puzzle?

- Cevto, sulla scatola c’è un gallo, un gallo rosso... ma non ci viesco pvopvio!

- Va bene caro Giulio, non prendertela, ora vengo da te e proviamo a farlo assieme...

Dopo un po’ i due si trovano, Berlusconi guarda la scatola e... SILENZIO... poi dice:

- Giulio, va bene, non ti affaticare più. Adesso rimettiamo nella scatola tutti i corn flakes e non ci pensiamo più...

giovedì 6 agosto 2009

IL GRUPPO SU FACCIALIBRO!


"QUELLE CHE... PRIMA DI DARLA A BERLUSCONI SE LA TAPPEREBBERO CON LA MALTA"

non siamo un paese di troie che scopano con vecchi bavosi attaccati al loro potere politico-mafioso!Ci sono tante ragazze in gamba e preparate che potrebbero dare il loro contributo alla nostra povera Italia che invece diventa sempre di più una REPUBBLICA DELLE BANANE!!! stanno sostituendo la classe politica pensante (ok, pseudo-pensante) con una legione di vallette e pompinare. Le capacità decisionali saranno in mano di sempre meno persone..Stanno spegnendo il nostro cervello, le nostra facoltà di discernimento...Tempi bui ci aspettano.....


PER CHI FOSSE INTERESSATA: La malta è una miscela in proporzioni variabili di legante, inerte ed acqua per ottenere un impasto plastico che ha capacità di indurire in un tempo più o meno lungo a seconda della sostanza adoperata come legante. L'inerte ha il compito di aumentare il volume dell'impasto, di facilitare il passaggio dell'anidride carbonica necessaria per una buona presa o indurimento della malta e di impedirne il ritiro volumetrico con conseguente formazione di cavillature.


IL MEGLIO DEL PEGGIO, MISCELLANEA


gridiamo tutti insieme IL RE è NUDO!!!!!!!!!!!!!


C'era una volta
un imperatore che amava così tanto la moda da spendere tutto il suo denaro soltanto per vestirsi con eleganza. Non aveva nessuna cura per i suoi soldati, né per il teatro o le passeggiate nei boschi, a meno che non si trattasse di sfoggiare i suoi vestiti nuovi: possedeva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: "È nella sala del Consiglio", di lui si diceva soltanto: "È nel vestibolo".Nella grande città che era la capitale del suo regno, c'era sempre da divertirsi: ogni giorno arrivavano forestieri, e una volta vennero anche due truffatori: essi dicevano di essere due tessitori e di saper tessere la stoffa più incredibile mai vista. Non solo i disegni e i colori erano meravigliosi, ma gli abiti prodotti con quella stoffa avevano un curioso potere: essi diventavano invisibili agli occhi degli uomini che non erano all'altezza della loro carica, o che erano semplicemente molto stupidi."Quelli sì che sarebbero degli abiti meravigliosi!", pensò l'imperatore: con quelli indosso, io potrei riconoscere gli incapaci che lavorano nel mio impero, e saprei distinguere gli stupidi dagli intelligenti! Devo avere subito quella stoffa!".E pagò i due truffatori, affinché essi si mettessero al lavoro.Quei due montarono due telai, finsero di cominciare il loro lavoro, ma non avevano nessuna stoffa da tessere. Chiesero senza tanti complimenti la seta più bella e l'oro più brillante, se li misero in borsa, e continuarono a così, coi telai vuoti, fino a tarda notte."Mi piacerebbe sapere a che punto stanno con la stoffa!", pensava intanto l'imperatore; ma a dire il vero si sentiva un po' nervoso al pensiero che una persona stupida, o incompetente, non avrebbe potuto vedere l'abito. Non che lui temesse per sé, figurarsi: tuttavia volle prima mandare qualcun altro a vedere come procedevano i lavori.Nel frattempo tutti gli abitanti della città avevano saputo delle incredibili virtù di quella stoffa, e non vedevano l'ora di vedere quanto stupido o incompetente fosse il proprio vicino."Manderò dai tessitori il mio vecchio e fidato ministro", decise l'imperatore, "nessuno meglio di lui potrà vedere che aspetto ha quella stoffa, perché è intelligente e nessuno più di lui è all'altezza del proprio compito".Così quel vecchio e fidato ministro si recò nella stanza dove i due tessitori stavano tessendo sui telai vuoti. "Santo cielo!", pensò, spalancando gli occhi, "Non vedo assolutamente niente!"Ma non lo disse a voce alta.I due tessitori gli chiesero di avvicinarsi, e gli domandarono se il disegno e i colori erano di suo gradimento, sempre indicando il telaio vuoto: il povero ministro continuava a fare tanto d'occhi, ma senza riuscire a vedere niente, anche perché non c'era proprio niente."Povero me", pensava intanto, "ma allora sono uno stupido? Non l'avrei mai detto! Ma è meglio che nessun altro lo sappia! O magari non sono degno della mia carica di ministro? No, in tutti casi non posso far sapere che non riesco a vedere la stoffa!""E allora, cosa ne dice", chiese uno dei tessitori."Belli, bellissimi!", disse il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. "Che disegni! Che colori! Mi piacciono moltissimo, e lo dirò all'imperatore.""Ah, bene, ne siamo felici", risposero quei due, e quindi si misero a discutere sulla quantità dei colori e a spiegare le particolarità del disegno. Il vecchio ministro ascoltò tutto molto attentamente, per poterlo ripetere fedelmente quando sarebbe tornato dall'imperatore; e così fece.Allora i due truffatori chiesero ancora soldi, e seta, e oro, che gli sarebbe servito per la tessitura. Ma poi infilarono tutto nella loro borsa, e nel telaio non ci misero neanche un filo. Eppure continuavano a tessere sul telaio vuoto.Dopo un po' di tempo l'imperatore inviò un altro funzionario, assai valente, a vedere come procedevano i lavori. Ma anche a lui capitò lo stesso caso del vecchio ministro: si mise a guardare, a guardare, ma siccome oltre ai telai vuoti non c'era niente, non poteva vedere niente."Guardi la stoffa, non è magnifica?", dicevano i due truffatori, e intanto gli spiegavano il meraviglioso disegno che non esisteva affatto."Io non sono uno stupido!", pensava il valente funzionario. "Forse che non sono all'altezza della mia carica! Davvero strano! Meglio che nessuno se ne accorga!" E così iniziò anche lui a lodare il tessuto che non riusciva a vedere, e parlò di quanto gli piacessero quei colori, e quei disegni così graziosi. "Sì, è davvero la stoffa più bella del mondo", disse poi all'imperatore.Tutti i sudditi non facevano che discutere di quel magnifico tessuto. Infine anche l'imperatore volle andare a vederlo, mentre esso era ancora sul telaio. Si fece accompagnare dalla sua scorta d'onore, nella quale c'erano anche i due ministri che erano già venuti, e si recò dai due astuti imbroglioni, che continuavano a tessere e a tessere... un filo che non c'era."Non è forse 'magnifique'?", dicevano in coro i due funzionari; "Che disegni, Sua Maestà! Che colori!", e intanto indicavano il telaio vuoto, perché erano sicuri che gli altri ci vedessero sopra la stoffa."Ma cosa sta succedendo?", pensò l'imperatore, "non vedo proprio nulla! Terribile! Che io sia stupido? O magari non sono degno di fare l'imperatore? Questo è il peggio che mi potesse capitare!""Ma è bellissimo", intanto diceva. "Avete tutta la mia ammirazione!", e annuiva soddisfatto, mentre fissava il telaio vuoto: mica poteva dire che non vedeva niente! Tutti quelli che lo accompagnavano guardavano, guardavano, ma per quanto potessero guardare, la sostanza non cambiava: eppure anch'essi ripeterono le parole dell'imperatore: "Bellissimo!", e gli suggerirono di farsi fare un abito nuovo con quella stoffa, per l'imminente parata di corte."'Magnifique'!, 'Excellent'!", non facevano che ripetere, ed erano tutti molto felici di dire cose del genere.L'imperatore consegnò ai due imbroglioni la Croce di Cavaliere da tenere appesa al petto, e li nominò Grandi Tessitori.Per tutta la notte prima della parata di corte, quei due rimasero alzati con più di sedici candele accese, di modo che tutti potessero vedere quanto era difficile confezionare i nuovi abiti dell'imperatore. Quindi fecero finta di staccare la stoffa dal telaio, e poi con due forbicioni tagliarono l'aria, cucirono con un ago senza filo, e dissero, finalmente: "Ecco i vestiti, sono pronti!"Venne allora l'imperatore in persona, coi suoi più illustri cavalieri, e i due truffatori, tenendo il braccio alzato come per reggere qualcosa, gli dissero: "Ecco qui i pantaloni, ecco la giacchetta, ecco la mantellina..." eccetera. "Che stoffa! È leggera come una tela di ragno! Sembra quasi di non avere indosso nulla, ma è questo appunto il suo pregio!""Già", dissero tutti i cavalieri, anche se non vedevano niente, perché non c'era niente da vedere."E ora", dissero i due imbroglioni, se Sua Maestà Imperiale vorrà degnarsi di spogliarsi, noi lo aiuteremo a indossare questi abiti nuovi proprio qui di fronte allo specchio!"L'imperatore si spogliò, e i due truffatori fingevano di porgergli, uno per uno, tutti i vestiti che, a detta loro, dovevano essere completati: quindi lo presero per la vita e fecero finta di legargli qualcosa dietro: era lo strascico. Ora l'imperatore si girava e rigirava allo specchio."Come sta bene! Questi vestiti lo fanno sembrare più bello!", tutti dicevano. "Che disegno! Che colori! Che vestito incredibile!""Stanno arrivando i portatori col baldacchino che starà sopra la testa del re durante il corteo!", disse il Gran Maestro del Cerimoniale."Sono pronto", disse l'imperatore. "Sto proprio bene, non è vero?" E ancora una volta si rigirò davanti allo specchio, facendo finta di osservare il suo vestito.I ciambellani che erano incaricati di reggergli lo strascico finsero di raccoglierlo per terra, e poi si mossero tastando l'aria: mica potevano far capire che non vedevano niente.Così l'imperatore marciò alla testa del corteo, sotto il grande baldacchino, e la gente per la strada e alle finestre non faceva che dire: "Dio mio, quanto sono belli gli abiti nuovi dell'imperatore! Gli stanno proprio bene!" Nessuno voleva confessare di non vedere niente, per paura di passare per uno stupido, o un incompetente. Tra i tanti abiti dell'imperatore, nessuno aveva riscosso tanto successo."Ma l'imperatore non ha nulla addosso!", disse a un certo punto un bambino. "Santo cielo", disse il padre, "Questa è la voce dell'innocenza!". Così tutti si misero a sussurrare quello che aveva detto il bambino."Non ha nulla indosso! C'è un bambino che dice che non ha nulla indosso!""Non ha proprio nulla indosso!", si misero tutti a urlare alla fine. E l'imperatore rabbrividì, perché sapeva che avevano ragione; ma intanto pensava: "Ormai devo condurre questa parata fino alla fine!", e così si drizzò ancora più fiero, mentre i ciambellani lo seguivano reggendo una coda che non c'era per niente.

venerdì 24 aprile 2009

"il cesso è sempre in fondo a destra"


«Forza Italia è il partito più democratico che ci sia, e questo sarà un congresso vero».

Sandro Bondi, 27 maggio 2004



«Mi vergogno che sia nominata senatore a vita una persona di questo tipo che offende il nostro mondo».

«Una volta Fiorello disse che avrebbe voluto Mike Bongiorno senatore a vita. Ecco era meglio Mike Bongiorno».

Maurizio Gasparri, Ministro delle comunicazioni, riferendosi al poeta Mario Luzi, 27 novembre 2004



«C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole».

Silvio Berlusconi, durante la visita alla Guardia di Finanza; 11 novembre 2004



«Se potessi decidere da solo e per come vedo io le cose certe decisioni sarebbero state più coraggiose e più tempestive. Ma purtroppo un generale fa la guerra con i soldati che si ritrova sul campo... non con dei soldati immaginari».

Silvio Berlusconi, 10 novembre 2004



«In Iraq c'è una vita regolare, ci sono le scuole etc. poi ci sono delle cose che non funzionano: ad esempio i semafori a Bagdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico».

Silvio Berlusconi, 29 settembre 2004



«A domande insistenti ho risposto 'I may think': io posso pensare, ovvero anche io ho il diritto di pensare che l'omosessualità sia un peccato. Questa mia affermazione è stata deformata in molti modi e su di essa si è scatenata una campagna di stampa di grande superficialità e rozzezza. [..]Il compito del politico è assumersi anche delle responsabilità non sue quando questo serve per il bene della comunità. Si purifica se stessi sacrificando una vittima. Questa volta per questo compito sono stato scelto io, ma non me ne lamento più di tanto.»

Rocco Buttiglione commenta la sua rinuncia al ruolo di Commissario Europeo, 30 ottobre 2004



«Gesù, quando vide che il cibo non bastava per tutti, non divise in pezzetti il pane ed il pesce per soddisfare tutti con poco, ma lo moltiplicò e lo redistribuì per soddisfare i bisogni di tutti. La riduzione dell'imposizione fiscale è l'unico modo che consenta lo sviluppo e risponde non solo ad un principio economico, ma anche morale.Il precedente evangelico se vogliamo, l'unico miracolo sociale, quello dei pani e dei pesci, risponde allo stesso meccanismo di sviluppo che è il cardine di questa Finanziaria».

Giuseppe Vegas, Forza Italia, sottosegretario all'Economia, 5 novembre 2004



«Quando si dice che Rocco Buttiglione ha perso perché alla sua sconfitta in Europa ha concorso la lobby dei gay, di cosa si sta parlando? Io li chiamo "culattoni" e lo ripeto. Sono un uomo di Bergamo e non vado lì a parlare di gay, parlo di "culattoni" perché si dice così dalle mie parti; in altre froci...».

Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani all'estero, in un'intervista a La Repubblica, 13/10/2004



«La fortuna proprio non ci manca. Più passa il tempo, più continua a inseguirmi. L'altro giorno sono andato a Londra, per l'incontro con Tony Blair. C'era un cielo grigio, carico di nuvole. Poi, proprio mentre stavo per passare in rassegna le guardie, ecco che le nuvole si sono aperte e zac, mi ha investito un raggio di sole. Mi è rimasto attaccato per tutta la cerimonia. Non era la prima volta. Anche due mesi fa, quando sono andato a Bologna per inaugurare una delle Grandi Opere, è successa la stessa cosa: c'era un cielo cupissimo, sono arrivato io ed è spuntato il sole. Insomma, sono l'esatto contrario di Fantozzi. Lui era inseguito da una nuvola, io dal bel tempo».

Silvio Berlusconi, al momento dell'incarico di Ministro per l'Economia a Domenico Siniscalco, 15 luglio 2004



«Onestamente, io devo ringraziare Bin Laden. Senza l'11 settembre sarei rimasto una non persona, quella costruita da Mani Pulite e scomparsa da ogni radar. Dopo le Torri Gemelle anche il cittadino più distratto ha cominciato a sentire di nuovo il bisogno di competenza, a desiderare di sentir ragionare. Non così il ceto politico che negli ultimi 12 anni ha continuato a fissarsi l'ombelico, atrofizzando le vertebre del collo e non riuscendo più a rialzare la testa per guardare oltre il cortile di casa. […] E’ stato un bel giorno quando ho cominciato a ricomparire nei radar e a essere invitato in televisione. […] Vedo solo i pirla con le bandiere della pace. […] La cosa peggiore era prendere l'aereo e restare alla mercé di gente che ti diceva ladro, vergogna. […] Ormai non c'è nessuno in buona fede che non ammetta che Mani Pulite è stata un'operazione inventata e gestita dal Partito comunista. Lei può credere seriamente che un episodio come il tiro delle monetine a Craxi possa essere un gesto spontaneo?».

Gianni De Michelis, Nuovo PSI



«Ieri, in occasione della ricorrenza della festa del primo maggio, abbiamo avuto una conferma del fatto che in Italia non c'è democrazia e che le televisioni sono tutte in mano a Silvio Berlusconi. Su Raitre, infatti, sono state trasmesse otto ore consecutive di propaganda ininterrotta e sguaiata contro il presidente del consiglio e contro il suo governo. In questa occasione, i nostri complimenti vanno anche alla Rai, per aver offerto un servizio limpido e imparziale: ci chiediamo se i campioni della par condicio avranno qualcosa da commentare al riguardo. Ma non ci facciamo illusioni».

Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, riferendosi al concerto del 1° maggio; 2 maggio 2005






mercoledì 22 aprile 2009

madamina, il catalogo è questo











"Madamina, il catalogo è questo

Delle belle che amò il padron mio;


un catalogo egli è che ho fatt'io;

Osservate, leggete con me....."



ecco i volti nuovi di ziu Silviu: dalla letteronza Barbara Matera, alla porcona del Grande Fratello Angela Sozio, alle sedicenti attrici Eleonora Gaggioli e Camilla Ferranti..... sono loro le prossime candidate del Pdl alle elezioni europee...

...non c'è che dire....il loro curriculum è d'eccezione: chi ha fatto un calendario, chi era tronista di "Uomini e donne", chi ha partecipato a Miss Italia...insomma la sindrome Carfagna dilaga...a proposito...non manca certo la protagonista di uno scandalo-intercettazioni....

Ziu Silviu le ha mandate tutte a lezione di polica da Mauro, Frattini, Brunetta... un corso di formazione politica per loro e per tante altre veline e affini, che funge anche da vivaio perchè durante il suddetto corso verranno selezionate le altre virtuose.....



"Madamina, il catalogo è questo

Delle belle che amò il padron mio....

Purché porti la gonnella,
Voi sapete quel che fa..."











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Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla