"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

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mercoledì 14 marzo 2012

bevi la cocacola che ti fa bene

il mio consiglio.
leggete qui qui e qui e se volete anche qui e qui.

dopodiché scegliete voi se andare a bervi un bel bicchiere d'acqua.

giovedì 11 febbraio 2010

BANG!!!


La clitoride ha uno scopo. È l'unico organo del corpo umano designato esclusivamente al piacere. È solo un fascio di nervi, per la precisione 8mila fibre nervose: la più alta concentrazione di fibre nervose di tutto il corpo, compresi i polpastrelli, le labbra e la lingua, e due volte... due volte superiore a quella presente nel pene.
Chi ha bisogno di una rivoltella, quando ha a disposizione una semiautomatica?


Nathalie Anger, Woman, da “I monologhi della vagina” di Eve Ensler

martedì 19 gennaio 2010

Bobby Watson


SIGNOR SMITH (sempre col giornale) Guarda un po', c’è scritto che Bobby Watson è morto.
SIGNORA SMITH Dio mio, poveretto, quando è morto?
SIGNOR SMITH Perchè ti stupisci? Lo sai benissimo. E' morto due anni fa. Siamo andati ai suoi funerali, ricordi? Un anno e mezzo fa.
SIGNORA SMITH Certo che me ne ricordo. Me ne sono ricordata subito, ma non capisco perchè tu ti sia stupito vedendolo sul giornale.
SIGNOR SMITH Sul giornale non c'è Sono già tre anni che s'è parlato del suo decesso. Me ne sono ricordato per associazione di idee.
SIGNORA SMITH Peccato! Era così ben conservato.
SIGNOR SMITH Era il più bel cadavere di Gran Bretagna. Non dimostrava la sua età. Povero Bobby, erano quattro anni che era morto ed era ancora caldo. Un vero cadavere vivente. E com'era allegro.
SIGNORA SMITH Povera Bobby.
SIGNOR SMITH Vuoi dire Povero Bobby.
SIGNORA SMITH No, penso a sua moglie. Lei sia chiamava come lui, Bobby, Bobby Watson. Siccome avevano lo stesso nome, non si riusciva a distinguerli l'uno dall'altra quando li si vedeva assieme. E'stato solo dopo la morte di lui che si è potuto sapere con precisione chi fosse l'uno e chi fosse l'altra. Tuttavia, ancora oggi, c’è gente che la scambia per il morto e le fa le condoglianze. Tu la conosci?
SIGNOR SMITH Non l'ho vista che una volta, per caso, al funerale di Bobby.
SIGNORA SMITH Io non l'ho mai vista. E' bella?
SIGNOR SMITH Ha tratti regolari eppure non si può dire che sia bella. Troppo alta e troppo massiccia. I suoi tratti non sono regolari eppure la si potrebbe dire bella. E' un po' troppo piccola e magra. E' insegnante di canto.
La pendola suona cinque volte. Lunga pausa.
SIGNORA SMITH E quando pensano di sposarsi quei due?
SIGNOR SMITH La primavera prossima, al più tardi.
SIGNORA SMITH Bisognerà per forza andare al matrimonio.
SIGNOR SMITH E bisognerà … anche fare un regalo. Mi domando quale.
SIGNORA SMITH Perché non gli regaliamo uno dei sette piatti d'argento che ci hanno dato per il nostro matrimonio, e che non ci sono serviti a nulla?... E' triste per lei essere rimasta vedova così giovane.
SIGNOR SMITH Per fortuna non hanno figli.
SIGNORA SMITH Non ci sarebbe mancato che questo! Figli! Povera donna, che cosa ne avrebbe fatto?
SIGNOR SMITH E' ancora giovane. Può benissimo risposarsi. Il lutto le sta così bene!
SIGNORA SMITH Ma chi si prenderà cura dei figli? Lo sai che hanno un bambino e una bambina. Come si chiamano?
SIGNOR SMITH Bobby e Bobby, come i loro genitori. Lo zio di Bobby Watson, il vecchio Bobby Watson, è ricco e vuol molto bene al bambino. Potrebbe incaricarsi lui dell'educazione di Bobby.
SIGNORA SMITH Sarebbe logico. E la zia di Bobby Watson, la vecchia Bobby Watson, potrebbe benissimo incaricarsi per parte sua dell'educazione di Bobby Watson, la figlia di Bobby Watson. Così la mamma di Bobby Watson, Bobby, potrebbe risposarsi. Ha qualcuno in vista?
SIGNOR SMITH Sì, un cugino di Bobby Watson.
SIGNORA SMITH Chi? Bobby Watson?
SIGNOR SMITH Di quale Bobby Watson parli?
SIGNORA SMITH Di Bobby Watson, il figlio del vecchio Bobby Watson, l'altro zio di Bobby Watson, il morto.
SIGNOR SMITH No, non è quello, è un altro. E' il figlio della vecchia Bobby Watson, la zia di Bobby Watson, il morto.
SIGNORA SMITH Vuoi dire Bobby Watson, il commesso viaggiatore?
SIGNOR SMITH Tutti i Bobby Watson sono commessi viaggiatori.
SIGNORA SMITH Che mestieraccio! Eppure si guadagna bene.
SIGNOR SMITH S ? , quando non c’è la concorrenza.
SIGNORA SMITH E quando non c’è la concorrenza?
SIGNOR SMITH Il martedì, il giovedì e il martedì.
SIGNORA SMITH Ah! Tre giorni la settimana? E che fa Bobby Watson durante quel tempo?
SIGNOR SMITH Si riposa, dorme.
SIGNORA SMITH Ma perché non lavora durante quei tre giorni, se non c’è la concorrenza?
SIGNOR SMITH Non posso sapere tutto. Fai delle domande stupide!


Eugene Ionesco 'La cantatrice calva',1950

lunedì 11 gennaio 2010

Sherlock Barman



Tragedia da bar.

Personaggi principali:

il barista; il cliente



- Qualcosa da bere, signore?

- Qualcosa di forte, di molto forte.

- Ha bisogno di tirarsi su, signore?

- Ebbene sì.

- Un Bloody Mary andrebbe bene?

- Ehm, sì.

- Una delusione d'amore?

- Come lo ha capito?

- Dal sospiro, signore.

- Dal sospiro?

- Esattamente. Il sospiro dell'innamorato deluso è assai diverso dal sospiro del bancarottiere o del semplice depresso. Faccio il barista da trent'anni e non mi è difficile riconoscerlo: lei ha tutti i sintomi di un uomo abbandonato di fresco.

- Be', non ci vuole molto. Basta guardarmi in faccia.

- Certo. Una ragazza alta e bionda, vero?

- Questo come fa a saperlo?

- Deduzione di barista. Lei ha un capello biondo sulla spalla e un segno recente di rossetto sulla tempia. Essendo lei di buona statura, solo una ragazza alta almeno un metro e settantacinque può lasciarle un segno così.

- Straordinario. E mi sa dire altro, caro il mio Sherlock Barman?

- La donna si chiama Maria, fa la hostess, le piacciono gli animali e andare al Luna Park.

- È tutto vero. Ma lei è un medium, indovino o cosa?

- Le ripeto, semplice spirito di osservazione baristica. Lei ha trasalito quando ho detto il nome del cocktail Bloody Mary, dal che ho dedotto che Maria, o Marina, doveva essere il nome della donna che la turba. Inoltre lei ha posto qui sul bancone un pacchetto di sigarette senza marca da bollo, e non essendo tipo da acquistare al contrabbando, ne deduco che glieli compri lei sull'aereo, e anche la sua cravatta è di un modello che si vende nelle boutique aeroportuali. Inoltre quell'accendino con il cockerino, via, non è da lei. È un regalo di Maria, vero? Infine quello lì, vicino all'accendino, è un gettone da Luna Park, autoscontri o qualcosa di simile.- È tutto esatto. Ma allora mi può dire anche perché Maria mi ha lasciato?- Be', anzitutto la sua gelosia morbosa per quel pilota.

- Vero anche questo. Ma lei come fa...

- Ovviamente, se lei è innamorato di una hostess non può che essere geloso di un pilota, infatti vedo che lei indossa giacca celeste e occhiali scuri, quindi inconsciamente tende a vestirsi come un pilota, per competere col fantasma del suo rivale.

- Va bene, va bene, Sherlock Barman. Ma adesso non mi dica che sa anche perché abbiamo litigato.

- I piatti, signore?

- Per dio, è vero. Ha tirato a indovinare?

- No, le riassumo com'è andata. Maria torna a casa stanca, tuttavia acconsente a cucinare per lei. Quella macchia di pomodoro fresco sul suo abito lo testimonia, ed è uno schizzo che viene da un tegame casalingo, non da un tavolo di ristorante. Poi Maria le chiede di lavare almeno i piatti. Lei mugugna, ma inizia a farlo, maldestramente però, come testimonia l'odore di detersivo che viene dalla manica della sua camicia. Ma poi rompe subito un piatto e si ferisce l'indice della mano destra, proprio lì...

- Ma...

- Non m'interrompa, Maria si arrabbia e grida «sei un incapace», lei la afferra per i polsi, noto il segno del braccialetto sul palmo della mano, Maria la graffia sul collo, vi avvinghiate e, come spesso succede in questi casi, vi eccitate e state per fare l'amore.- Questo come lo sa?- Camicia slacciata, pantaloni abbottonati storti, un vago odore di liquidi capronici che lei ancora emana. Ma poi Maria si ribella perché lei la vuole prendere da dietro, e le dà un colpo col tacco delle scarpe sullo stinco, ecco laggiù il segno, e poi le appioppa un gran ceffone sul collo. Scoppia la rissa, vi bombardate di piatti e ne fracassate a dozzine, infatti nel risvolto dei suoi pantaloni noto delle schegge di porcellana. Maria si strappa la collana che lei le ha regalato urlando «non voglio più niente di tuo» ed esce sbattendo la porta. Lei meccanicamente raccoglie qualche perla e se la mette nel taschino, eccole lì, poi cerca di raggiungerla ma sul pianerottolo inciampa nelle perle e cade, infatti è entrato qui zoppicando e tenendosi la schiena.

- Lei mi fa paura...

- Poi lei corre in strada, senza neanche il cappotto, ma non trova più Maria. E ora è qui davanti a me, disperato.

- Allora se sa tutto, mi sa dire anche come finirà?

- Posso provarci. Maria è inviperita. Le hostess hanno forti squilibri nervosi per via dei cambiamenti di fuso orario. La sua ormai, mi scusi, ex donna corre a farsi consolare dal suo pilota al Bar Rudy, quello dove si ritrovano tutti i piloti d'aereo a quest'ora. Ma oggi è lunedì e il Bar Rudy è chiuso. Allora fa cento metri e lo trova al Bar Paolo, ma Maria dice al pilota «ti prego, non restiamo in questo posto». Perché «Paolo» è il suo nome, signore, c'è scritto sulla piastrina che ha al collo, e Maria è così furente che non vuole nulla che le ricordi lei!

- Va bene. Ma allora, che fanno?

- Dato che cinque minuti fa si è messo a piovere, si rifugiano nel bar più vicino.

- E cioè?

- Questo, signore. Secondo i miei calcoli dovrebbero entrare qui più o meno tra un minuto...

- E cosa accadrà allora?

- Penso che lei, signore, andrà su tutte le furie, perché non sopporterà la vista dei due abbracciati, poiché niente come la pioggia avvicina sentimentalmente e carnalmente una hostess e un pilota. Inoltre, essendo la sua Maria un bel caratterino, penso che la provocherà.

- E allora?

- Allora lei estrarrà la pistola che incidentalmente ho intravisto sotto la giacca. Ma è un grosso errore. Perché lì a quel tavolo, vede, c'è un poliziotto in borghese, lo riconosco dal taglio dei capelli e dalle scarpe. L'agente tirerà fuori la pistola d'ordinanza che porta infilata alla cintura, vede lì sotto il rigonfio, e la fredderà in meno di un istante...

- Ridicolo. E poi il minuto è passato e non si è ancora visto nessuno.

- Già! Dimenticavo che qua, proprio all'angolo, c'è un negozio di casalinghi. Maria non resisterà alla tentazione di guardare se c'è un servizio di piatti adatto a sostituire quello appena distrutto nel litigio.

- Quindi?

- Quindi c'è un lieve ritardo. Ma ecco, come previsto, eccoli qua...

- Oh dio, no!

- Stia calmo signore!

- Ah, sei qui Paolo, ancora tra i piedi. Ma non avevi detto che andavi a spararti?

- Maria, non provocarmi.

- E chi vuole provocarti? Ti presento il comandante Serioli, il pilota del mio aereo.

- Piacere...

- Piacere un cazzo! Hai fatto in fretta a sostituirmi, eh, troia?

- Paolo, sei il solito cafone!

- Le proibisco di insultare la signorina...

- Ah sì? Perché se no cosa fai, bellimbusto? Credi di farmi paura?

- Paolo, sei pazzo, metti giù quella pistola!

- No, la devi pagare, puttana, e anche tu, bastardo, chissà da quanti anni mi prendevate in giro voi due, ma la pagherete!

- Fermo! Polizia! Metta giù quell'arma o sparo!

- Troia, ti uccido!

1. Sparo.

2. Urlo.

3. Tonfo.


- Oh dio, l'ha ucciso.

- Ho dovuto sparare signorina, quel pazzo stava per fare fuoco...

- Aiuto, muoio...

- Chiamate un'ambulanza.

- Perde molto sangue, non ce la farà.

- Cos'è successo?

- C'è stata una sparatoria, un agente ha sparato a un uomo ma quello si è abbassato di colpo ed è stato colpito a morte il barista.

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Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla