"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

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mercoledì 27 aprile 2011

giovedì 5 agosto 2010

lo sapevate?

pensavate che se ne stessero lì a sciacquettarsi nell'acqua tutto il tempo, senza un cazzo da fare se non terrorizzare noi che ci facciamo il bagno...
e invece ...Rispetto per le mitica medusa Turritopsis nutricula meglio conosciuta come Medusa immortale...



Questo è l'unico animale conosciuto in grado di tornare completamente ad una fase coloniale sessualmente immatura, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario (fonte Wikipedia) il che la rende virtualmente immortale:
La medusa di T. nutricula è l’unica forma nota per aver sviluppato la capacità di ritornare ad uno stato di polipo, attraverso un processo di transdifferenziazione che richiede la presenza di alcuni tipi di cellule (dal tessuto della superficie della campana e del sistema dei canali circolatori).Queste subiscono una sorta di regressione ad una fase totipotente, dalla quale poi possono moltiplicarsi e differenziarsi in cellule diverse.
Esperimenti di laboratorio hanno rivelato che tutte le
meduse, sia quelle appena nate, sia quelle completamente mature, sono in grado di trasformarsi nuovamente in polipi. La trasformazione della medusa si caratterizza prima da un deterioramento della campana e dei tentacoli, con la successiva crescita del perisarco e degli stoloni, e infine dei polipi. Questi si moltiplicano ulteriormente formando una colonia. Questa capacità di invertire il ciclo vitale (in risposta a condizioni avverse) è probabilmente unica nel regno animale, e consente alla medusa di aggirare, o perlomeno ritardare, la morte rendendo T. nutricula potenzialmente immortale.

sapevatelo!!!

http://it.wikipedia.org/wiki/Turritopsis_nutricula
http://www.youtube.com/watch?v=hz4rWe4TcaA&feature=related

giovedì 10 giugno 2010

TROVATE IL PELUCHE


Shadi da cucciolo, allevamento 'Orme di Kajal' ad Avellino

http://www.ormedikajal.it/

lunedì 3 maggio 2010

idee per l'estate 2010 (invito a scoprire la Calabria...non abbiamo solo il mare!)

VENITE IN SILA!!!!




La Sila presenta una ossatura geologica essenzialmente granitico-cristallina. La morfologia è caratterizzata da morbidi versanti montuosi, fittamente boscati, con culmini che raggiungono quote comprese tra i 1700 e i 1900 metri. Tra le varie dorsali si stendono ampie valli fluviali con pascoli e praterie a quote medie di circa 1000 metri con i tre laghi artificiali, Cecita, Arvo ed Ampollino, creati per scopi prevalentemente idroelettrici.
Tutto l'ambiente silano è ideale per lo sviluppo della foresta, che vede il predominio del pino laricio. La "Sylva Brutia" è stata molto sfruttata nel passato ed è stata oggetto di numerose contese.
Ricca anche di granito, forniva alberi adatti all'edificazione di case e ad allestimenti navali: tagliati fino al ceppo in un unico pezzo e spediti via mare, rifornivano l'Italia e le colonie greche. Dopo la fine del feudalesimo, la Sila divenne proprietà dello Stato e molti terreni furono destinati all'agricoltura ed al pascolo. Nel 1876 si istituirono le cosiddette "camere chiuse": zone boscate nelle quali era proibito a chiunque di "legnare" poiché il legname era destinato per le costruzioni navali.
Questo avvenne con la legge n. 3124 che rappresenta una delle prime leggi di tutela dei boschi. Da tali terreni ha preso origine l'attuale demanio gestito dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo forestale dello Stato di Cosenza.

Flora

Fino ai 1400 metri, il pino laricio è sicuramente la specie vegetale predominante. Nella Riserva Naturale dei "Giganti di Fallistro" vengono protette e salvaguardate 57 piante di pino laricio e 7 piante di acero di monte, tutte numerate e classificate. I diametri del fusto oscillano dai 71 ai 187 cm mentre le altezze, in più casi, sfiorano i 43 metri. Da studi su campioni legnosi e da osservazioni di campo si stima che l'origine della pineta possa risalire intorno agli anni 1620-1650. Notevoli sono anche gli esemplari della variante denominata "Vutullo" come il "Pino Bello" in località Fossiata.
Su alcuni tronchi sono ancora evidenti le incisioni praticate per la raccolta della resina destinata alla produzione della cosiddetta "pece brutia", particolarmente odorosa.
Variando la quota e la giacitura, il pino si unisce al faggio e più in basso al castagno; lungo i fossi e nelle zone dove affiorano le numerose acque sorgive, si trovano gruppi di ontano e pioppo tremolo. Fra le specie arbustive spiccano la rosa canina, il biancospino, il melo ed il pero selvatico, cocumelo, rovi e ginestre dei carbonai.
Il fitto sottobosco è invece costituito da felce aquilina, trifogli, fragole e lamponi. Da segnalare le splendide fioriture di orchidee, gerani, ciclamini, ranuncoli, viole, fiordalisi e ginestrine nei pascoli in alta quota come i "Pianori di Macchialonga".


Fauna

Sicuramente il mammifero più caratteristico dell'altopiano silano è il lupo, presente in molteplici esemplari. Esso viene tutelato e mantenuto a quote elevate, protetto dai fitti boschi e da specifiche azioni mirate, come il miglioramento dei pascoli d'altura.
L'azione di salvaguardia è favorita inoltre dalla diffusione delle sue prede: cervi, caprioli e lepre italica. Quest'ultima è ancora presente in un cospicuo numero di esemplari così come la comune lepre europea. La fauna, molto nutrita, comprende inoltre cinghiali, gatti selvatici, faine, tassi, martore, istrici, donnole e puzzole. Accanto a questi mammiferi vive una grande varietà di uccelli. Oltre all'avifauna stanziale, rappresentata da poiane, sparvieri, allocchi e cornacchie, tra i migratori si possono osservare beccacce, quaglie, beccaccini, allodole, tordi e cesene. Sono stati avvistati anche l'avvoltoio capovaccaio, il biancone ed il picchio verde e nero. Il gufo reale invece frequenta i boschi più isolati e le aree meno antropizzate.
Il rappresentante più grazioso è di certo lo scoiattolo nero facilmente visibile ai visitatori più mattinieri e silenziosi.

Fruizione

Tutto il territorio della Sila Grande è facilmente accessibile. È possibile fare passeggiate lungo i laghi, escursioni di vari livelli di difficoltà lungo i sentieri principali, indicati in appositi tabelloni.
Luogo di particolare interesse è il Centro Visita sito in località Cupone. Nato dall'adattamento degli spazi intorno a una segheria demaniale e dei plessi accessori, oggi è un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico ed un orto botanico accessibile ai non vedenti con pannelli e file audio mp3 esplicativi delle varie essenze.
Tutto ciò, oltre alla adiacente area attrezzata per pic-nic lungo il lago Cecita, fa del Centro Visita una delle zone più frequentate del Parco della Sila.
L'accesso a "I Giganti della Sila" è consentito solo a piedi nei mesi da giugno a ottobre, lungo un percorso obbligato, fruibile anche ai disabili.
Il Corpo forestale dello Stato fornisce il servizio gratuito di visita guidata a scolaresche e gruppi organizzati che ne facciano richiesta.




http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/961




Sciurus vulgaris meridionalis

sabato 20 febbraio 2010

posso offrirti un caffè?


avete voglia di assaggiare il caffè più costoso al mondo?
hmm....deve essere delizioso!!! se costa 5 euro a tazzina (e 500 al kg!) deve esserlo per forza.
Ma ne avrete ancora voglia dopo aver scoperto che cosa lo rende così unico - e di difficile elaborazione?

il KOPI LUWAK è prodotto nelle isole dell'arcipelago indonesiano, Sumatra, Giava e Sulawesi, e nelle Filippine, raccogliendo le bacchè del caffè ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo "zibetto delle palme comune".
Pare che questo simpatico animaletto infatti produca degli enzimi capaci non di digerire la bacca del caffè, ma solo di intaccare la parte esterna riducendone il sapore amaro. Insomma pare che con questo "passaggio intermedio" il gusto ne guadagni molto. Interessante filiera. Le bacche defecate vengono quindi raccolte e messe in produzione.
Ora io mi domando e dico: ma a chi cazzo gl'è venuto in mente di raccogliere la cacca dello zibetto e di farci il caffè????????



http://www.youtube.com/watch?v=1Q7IYpLYQ7Q

domenica 11 ottobre 2009

tori capre e asinelli....


io amo la Spagna da sempre, quando ero piccola sognavo di parlare perfettamente spagnolo e di viaggiare in lungo e in largo nelle sue belle città, studiarne la storia e la letteratura, vivere di sangria e di movida...

questo sogno l'ho realizzato, ho vissuto a Madrid e mi sono calata pienamente nella cultura e nelle tradizioni.

ma c'è una cosa della Spagna che mi ha sempre sconcertato e non riesco proprio a capire... ed è la violenza che si sprigiona durante le feste popolari contro gli animali... asinelli percossi, galli sgozzati, tori castrati vivi, capre che volavano (al passato per fortuna, ora vola un fantoccio) dai campanili... il tutto fra le risate, l'allegria, l'alcool, le benedizioni del prete perchè ricordiamoci che si tratta praticamente sempre di feste patronali.

In un paese di nome Laza ubriacano le formiche con l'aceto perchè mordano....e se le lanciano addosso...(????!!!!!!???? divertentissimo!!!!!!)

mi sono fatta il mio giretto in Internet e ho trovato siti che parlano di mafia taurina cioè di una lobby che tiene su un giro impressionante di soldi sullo sfruttamento turistico della Corrida, alla quale probabilmente gli spagnoli rinuncerebbero senza dire nè ah e nè bah, patiti come noi italiani del gioco del calcio.

e tenere in piedi la Corrida pur polemizzando con le feste di paese è decisamente ipocrita.....

Naturalmente ho trovato anche feste italiane in cui facciamo tutt'altro che bella figura e in primis citerei il Palio di Siena che è davvero una grande cagata!!!!!!!


questo sito boicotta il turismo in Spagna a causa delle troppe crudeltà sugli animali e contiene bellissime citazioni:http://www.geocities.com/paris/maison/5805/appello_spagna.html
ne riporto qualcuna:
Basta sangue in onore dei santi
Come nelle tristi e buie epoche passate, la religione e il sangue continuano a formare un binomio inseparabile. Non c'e' festivita' religiosa che non abbia la sua Messa alla mattina e i suoi animali torturati e massacrati al pomeriggio". Cosi0 scriveva, tempo fa, sul "Diario de Granada", il giornalista Enrique Blanque Bel. Oltre alle corride, ci sono le "feste" in onore dei Santi e della Vergine" con strazio di animali. Apre la serie estiva quella famosa di Coria, per S. Giovanni. Dopo la processione, con la statua del Patrono, a partire dal 24 giugno, per cinque giorni e cinque notti, dodici tori vengono torturati in tutte le forme possibili, per ore, uno alla volta, e poi castrati, non sempre morti. Innumerevoli punte di ferro vengono conficcate ad ogni animale, fino a ridurlo simile a un puntaspilli totalmente insanguinato. Sono frecce nonche' "banderilas" preventivamentee adornate di cartine multicolori dalle suore del locale convento francescano. Si mira, soprattutto, agli occhi degli animali e agli organi genitali.
Quella di Coria non e' la piu' atroce delle feste "religiose" spagnole che si svolgono in quasi tutti i paesi e villaggi.
Animali di ogni genere - soprattutto bovini . vengono sottoposti alla piu' orrende sevizie e mutilazioni, fino ad essere bruciati vivi. Le corride finirebbero nel giro di un anno, se i turisti non vi portassero i loro soldi. E' necessario fare propaganda turistica a Tossa de Mar (sulla Costa Brava, prima di arrivare a Barcellona), la piu' bella e piu' pulita localita' balneare della Spagna, la prima ad avere aboliti tutti gli spettacoli con animali. Noi spagnoli, che ci battiamo per il progresso della nostra nazione, abbiamo bisogno dell'aiuto degli altri Europei. Chi desidera accogliere il nostro appello puo' mettersi in contatto, in Italia, con il "Comitato Lida, contro la corrida", al n. di telefono 0445/520.510.
Consulente Paolo Madrid
Portavoce "Ala"
da "LA STAMPA" di venerdi' 21 giugno 1996


Queste feste non finiranno finche' non finiranno le corride... che sono tenute ancora in piedi dai soldi dei turisti, specie italiani" (Chelo Polo de A.D.D.A.)


"Gli spagnoli preferiscono il gioco del calcio, e senza i soldi dei turisti, la corrida avrebbe gia' fatto fallimento. Se non sei MALATO da DIVERTIRTI nel vedere delle CREATURE VIVENTI TORTURATE fino alla MORTE, BOICOTTA LA CORRIDA!" (A. Wirs)



tutto quello che devi sapere sulla corrida:http://www.mclink.it/assoc/lida/corrida.htm

elenco dei paesi italiani che usano animali nelle loro feste (ma fortunatamente anche di quelli che non li usano più...e la provincia di Firenze fa un figurone!):


bellissimo sito animalista siciliano, che denuncia le atrocità delle feste italiane e siciliane in cui vengono usati gli animali: http://www.sicilianimalista.netsons.org/index.htm
e da cui traggo queste informazioni:

Feste tradizionali con uso di animali

L'utilizzo degli animali nelle varie feste tradizionali implica sempre una situazione di maltrattamento, anche negli spettacoli in apparenza meno cruenti. Presentate come patrimonio culturale da salvaguardare, esse rappresentano al contrario una visione errata del rapporto uomo-animale.
Nel nostro paese sono circa un migliaio le feste tradizionali (per la maggior parte a sfondo religioso) che vedono malcapitati protagonisti colombe, oche, asini, maiali, capre, buoi, vitelli, cavalli, ecc.
Gli animali sono derisi, frustati, percossi, sgozzati, usati come bersaglio, rinchiusi in minuscole gabbie, costretti a correre su percorsi innaturali, a trascinare pesi spropositati...
Riflettiamo: quanto è importante mantenere intatte le nostre usanze e quanto è essenziale il rispetto di ogni essere vivente?
Questi spettacoli continuano ad essere tramandati, ma si pongono in netto contrasto con ciò che definiamo progresso morale, della coscienza, della capacità di sentire il disagio altrui. Queste feste sono inoltre diseducative per bambini e adolescenti, perché insegnano loro che le prepotenze ed i sopprusi dei più forti verso i più deboli sono leciti. Occorre invece insegnare loro il rispetto per gli altri, anche per chi è diverso da noi: diverso per sesso, colore della pelle, religione, o specie.
Per risolvere il problema, non è necessario eliminare queste feste, basta modificarle in modo che non vengano più usati gli animali, così che nessuno debba soffrire.


Alcune feste tradizionali in Italia e nel mondo:
-Festa della palombella, Orvieto: una colomba viene legata ad un disco di metallo, che ruota e scivola su un filo, accompagnato dallo scoppio di alcuni petardi posti a distanza ravvicinata dall'animale.
-Palio di Siena: i cavalli corrono lungo un percorso assai pericoloso per la loro incolumità. Le cadute, infatti, provocano profonde ferite all'animale, che viene di conseguenza ucciso. Ogni anno muoiono uno o più animali durante il palio o gli allenamenti, quindi non si tratta di "fatalità", ma di avvenimenti sistematici.
- Villanueva de la Vera, Spagna: una festa di carnevale durante la quale un intero paese, migliaia di persone eccitate ed ubriache, infieriscono su un asinello percuotendolo selvaggiamente.
- Corrida, Spagna: forse la festa più conosciuta, e anche per questo attrazione turistica per persone insensibili alla ricerca di forti emozioni.

Esempi di feste modificate per non infliggere più sofferenza:
- La festa del Grillo, Firenze: durante la quale i grilli venivano catturati, imprigionati in gabbiettine e distribuiti ai bambini, si è trasformata in una vera festa per grilli. I bambini possono osservarli in libertà, e imparare tante cose su di loro anche attraverso volantini ed opuscoli;
- In una cittadina toscana il palio è stato sostituito da una gara di canoe sul fiume.

Cosa puoi fare tu
- Non partecipare agli spettacoli con utilizzo di animali, informati ed informa gli altri sulla vera natura di queste feste.
- Protestare presso le autorità che autorizzano o promuovono feste con uso di animali. Mandare al sindaco del comune sede della festa, e per conoscenza ai locali organi di stampa, lettere, fax e e-mail che chiedano la sostituzione degli animali con simulacri inanimati o l'organizzazione di eventi alternativi.
- Documentare fotograficamente o con un filmato gli spettacoli e contattare le associazioni animaliste.

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I numeri delle torture!
FESTE:
4.500 i tori uccisi nelle corride spagnole all’anno
200 cavalli morti nelle corride spagnole in un anno
12 i tori seviziati e linciati ogni anno a Coria (Spagna) durante i festeggiamenti per S.Giovanni
100 le “feste” religiose e popolari in Italia dove si torturano animali
Fonte Leal

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CORRIDA
Prima di entrare nell’arena il toro viene sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze, viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia, gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista, gli viene infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare e gli vengono limate a vivo le corna, scoprendo i nervi, in modo da rendergli doloroso l’atto di incornare.
Il torero non è mai solo nell’arena, ma è circondato da banderilleros e picadores ed entra in scena solo dopo che il toro è stato quasi completamente annientato. Quando entra nell’arena il toro viene colpito da più parti con banderrillas (arpioni) e picas (lance) per procurargli emorragie e stordimento.
A spettacolo concluso il toro viene trascinato via agonizzante e gli vengono tagliate, mentre è ancora vivo, coda, orecchie e testicoli (che il torero mostra in arena come trofeo).
Il toro non è l’unica vittima delle corride: i cavalli dei picadores vengono bendati o accecati per impedirgli di vedere il toro che li carica. La bardatura che hanno sui fianchi, anche se può sembrare una protezione, in realtà impedisce al pubblico di vedere il cavallo sventrato dal toro. Questo massacro di massa, tradizionale in Spagna, Portogallo e nel Sud della Francia, viene finanziato non solo dallo Stato, ma anche dall’Unione Europea. L’82% degli Spagnoli è contrario alle corride, che sopravvivono grazie al turismo.

Corride annue in Spagna 600
Tori uccisi ogni anno per la corrida 16.000

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FESTE POPOLARI
La maggior parte delle feste popolari in Italia, è di carattere patronale. Dai buoi di Montefalco (Perugia), agli asini di Parma, passando per le rane, le colombe, gli agnelli, i capretti, i galli, le oche, gli animali, al riparo della tradizione, si frustano, accecano, si usano come bersagli, vengono arsi vivi, vengono gettati dai campanili, vengono obbligati a correre su percorsi accidentati e pericolosi.
Festa di risonanza nazionale, il Palio di Siena, nasconde dietro le quinte alcune atrocità. I cavalli utilizzati sono troppo veloci per il tipo di percorso e vengono pesantemente drogati. Costretti a correre su un percorso inadatto, si procurano frequentemente lesioni di tale gravità da comportare l’abbattimento. Il bilancio finale è di 3 cavalli morti ogni anno. Intorno al Palio si è creato un giro d’affari elevatissimo, che si basa sul turismo e sulla vendita dei diritti televisivi. Moderni gladiatori, milioni di animali vengono sacrificati al nostro divertimento.

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Acquari e Delfinari
Delfinari
Gli animali che vediamo nei delfinari, vivono in condizioni pietose e vengono costretti a comportamenti contrari alla loro natura etologica. Oltre ad esibirsi di fronte ad un pubblico vociante, subiscono anche un pesante stress da contatto visivo e fisico. Dietro gli eser­cizi dello spet­tacolo si nascondono mesi di priva­zioni, maltrat­tamenti e soffe­renze. I metodi di adde­stra­mento compor­tano frequenti l’assenza di acqua e cibo. Nel caso dei delfini, agli individui che non si fanno domare vengono dati tranquillanti che gli rovinano il fegato fino a provocare la morte. Orche, otarie e delfini vengono sottoposti a ore di massacrante addestramento e a spettacoli a rotazione. Non è raro che i delfini rifiutino il cibo, costringendo gli addestratori a nutrirli forzatamente. I delfini in cattività raggiungono a stento il settimo anno d’età, mentre in natura possono vivere fino a 40 anni.
Delfini e otarie, oltre a essere sfruttati nei delfinari, vengono utilizzati per missioni belliche. Una delle esercitazioni più frequenti consiste nel riprendere, tramite una videocamera fissata sul dorso, o nel recuperare, mine di profondità. Trasformati in clown per nostro capriccio, gli animali dei delfinari, perdono anche l’ultima briciola di dignità.

Cosa puoi fare
Non portare i tuoi figli a visitare acquari e delfinari: vedrebbero solo animali sofferenti e costretti a vivere in condizioni di estrema sofferenza e contrarie alla loro natura. Per far conoscere pesci e mammiferi marini in maniera non cruenta ed educativa si possono guardare dei documentari, sfogliare libri e riviste, tenere gli occhi aperti quando si va al mare: anche nei mari italiani è infatti possibile avvistare delfini, balenottere e pesci bellissimi!

Delfini nati morti in cattività 49%
Delfini in cattività che non raggiungono l’anno di età 22%
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Gli animali e il rodeo
Il Rodeo è la rievocazione della doma utilizzata dai cow boy americani di oltre duecento anni fa, quando esistevano cavalli selvaggi e non si conoscevano metodi non traumatici per abituarli alla cavalcatura, divenuto poi uno spettacolo “lucroso” se si pensa che solo negli Stati Uniti per ogni stagione vengono messi in palio oltre tre milioni di dollari. Ciò rappresenta, dunque, un “mestiere” per oltre 7000 persone che partecipano alle tante manifestazioni che si tengono in tutto il Paese (da 80 a 130 ogni anno). Il Rodeo è stato poi esportato nel resto del mondo, Italia inclusa. Risale infatti al 1999 l’apertura di una scuola di Rodeo il cui scopo era quello di formare una squadra tutta italiana e di diffondere questo show al di qua dell’oceano. Il suo quartier generale si trova a Voghera (Pavia), dove negli ultimi anni si è sviluppata quest’attività che impiega cavalli e tori “selvaggi”. In realtà gli animali vengono brutalizzati in modo che sembrino selvaggi, attraverso una cinghia (il flank) stretta intorno alla groppa che, comprimendo gli organi genitali, provoca un fastidio insopportabile dal quale tentano di liberarsi saltando e agitandosi; movimenti che causano spesso traumi muscolari di notevole consistenza e dolore, danni ai tendini, frattura della spalla, del metacarpo, etc.
Nessun animale che si lasci prendere, trattare, sellare, farsi mettere addirittura una cinghia, può essere definito selvaggio e qualunque cavallo “domestico” reagisce allo stesso modo con una cinghia del genere posta in quella sensibilissima zona del corpo (molti sono persino ostili alla normale sella da lavoro, che si lasciano mettere con una certa difficoltà). E’ dunque lecito chiedersi se sia moralmente accettabile sottoporre gli animali a prove così stressanti dal punto di vista fisico e psichico. Ovviamente la risposta di chi è convinto che anche i cavalli abbiano dei diritti non può che essere No.
Ma come si difendono i cow boy nostrani? Vogliono dare un’immagine idilliaca del rapporto che hanno con i cavalli e i tori del rodeo sostenendo che li rispettano, che gli spettacoli sono volti non al divertimento ma a dimostrare la bravura e la professionalità dei medesimi (non è chiaro se ciò è riferito agli uomini che li montano o agli animali che, inutile dirlo, non hanno alcuna possibilità di scelta). Ad ogni modo, a loro parere, questi animali vivono gran parte dell’anno allo stato brado in sconfinati pascoli sempre verdi e sono spesso salvati dal macello. Infatti i cavalli destinati al macello sono sicuramente reperibili a prezzi di gran lunga più convenienti. Ma dove sono tutti questi cavalli e tori “selvaggi” che finiscono nei mattatoi italiani? Non ci convincono neppure quando affermano che questi animali, definiti “atleti”, lavorano soltanto in prove che non durano più di otto secondi: la stagione però dura otto mesi e non è accettabile vedere degli esseri viventi e senzienti, umiliati in esibizioni di dominio e di sopraffazione da parte degli uomini.

Nel 1980 L'UNESCO dichiarava: "La tauromachia, terribile e venale arte del torturare ed uccidere animali in pubblico seguendo regole definite, è causa di traumi in adulti e bambini sensibili, contribuisce a peggiorare le condizioni dei nevrotici attratti da questo genere di spettacoli, snatura il rapporto uomo-animale, si pone come affronto alla morale, all'istruzione, alla scienza ed alla cultura".

e per finire la considerazione trovata su http://digilander.libero.it/tuellix0/index_it.htm:

"Capre, tori, cavalli, asini, galli: ha una sua logica che in una provincia tanto agricola come Càceres si trasformino gli animali in protagonisti delle feste. Inoltre esistono spiegazioni antropologico sociali: il popolo dà sfogo alla sua frustrazione con le bestie e lascia così tranquilli gli "animali razionali", che governano. Ossia: maltratta la capra e non fare la rivoluzione.

che inserisco con sommo piacere...visto che parlo sempre male della chiesa cattolica.... ecco come si espresse Pio V nel XVI secolo......."Noi dunque, considerando questi spettacoli in cui si usano i tori e le bestie feroci, estranei alla pietà e alla carità cristiane, desiderosi che questi spettacoli violenti, abominevoli e degni non di uomini ma di demoni,cessino, proibiamo di lasciare tenere spettacoli in cui si provocano scontri di tori e di altre bestie feroci"
per una volta che un papa dice qualcosa di moderno e sensato nessuno se lo fila.....

mercoledì 30 settembre 2009

fra il mare e il sangue







leggo sull'Espresso del 1 ottobre 2009 un articolo (firmato Pio d'Emilia)sul documentario "The Cove" che ha scioccato il Giappone: in maniera del tutto clandestina e segretissima viene consumata una terribile mattanza dei delfini, da brivido. vi propongo una riduzione:
"Del delfino (il cui carattere ideografico, pronunciato “iruka”,
significa maiale di mare, con riferimento alla sua voracità, una delle cause per cui viene cacciato) non si butta via niente.
Pinne, pelle e avanzi di carne finiscono nelle scatole di cibo di cani e gatti, mentre le ossa, finemente triturate, pare rappresentino un ottimo fertilizzante naturale.
Il tutto sempre condotto in gran segreto.
Chi difende i delfini, specie se è occidentale, viene spesso accusato dai giapponesi di ipocrisia: “perchè la mattanza dei tonni è legittima e quella dei delfini no?” "


....forse perchè il delfino è un animale intelligente e socievole con un sistema nervoso simile al nostro che lo rende cosciente di quanto accade e lo fa morire terrorizzato fra atroci sofferenze? e non dimentichiamo che la carne di delfino è tra le più contaminate dal mercurio....

se volete vedere il trailer di The Cove:http://www.youtube.com/watch?v=Sw5qgVp0jng

a proposito di mattanze: siamo in Europa.....i protagonisti sono i delfini-balena (http://www.ecologiae.com/la-mattanza-delle-balene-alle-isole-far-oer-fermiamo-lo-scempio/2250/)


"L’uomo nasce cacciatore, diranno alcuni, ed è normale che si pratichi la pesca, che si vada a caccia e che si cibi di altre specie viventi. Fin qua ci siamo. Ma come insegnavano gli indiani d’America, i primi veri ecologisti, non bisogna prendere più del necessario da Madre Natura, rispettando ogni animale,
ogni pianta come fosse sacra, perché necessaria alla nostra
sopravvivenza.Uccidere gli elefanti per farne bacchette d’avorio, assassinare le tigri per servirle ad un nababbo in camera con la sua amante, massacrare tenerissimi cuccioli di foca per ricavarne pellicce per signore facoltose non è lo stesso che uccidere un orso, come facevano anticamente gli indiani, per ricavarne un cappotto per ripararsi dal gelido inverno.Così come c’è un’enorme differenza tra pescare per la sussistenza di una popolazione e compiere un massacro scellerato per perpetuare una stupida tradizione.

Ogni anno nelle Far Oer, i grossi mammiferi vengono attirati nelle baie, disorientando un intero gruppo con la cattura della balena pilota, vengono guidati e disorientati dai motoscafi (condotti solitamente da islandesi), costretti ad arenarsi sulla riva. Qui ha inizio il bagno di sangue. Martelli del peso di 2,2 chilogrammi percuotono ripetutamente gli animali ancora vivi, per far penetrare nella carne fresca uncini perforanti. Successivamente coltelli di 15 centimetri vengono impiegati per trapassare le carni e spaccare letteralmente la spina dorsale. La baia si riempie di sangue stagnante e di balene sofferenti
e morenti tra i più atroci dolori. Il tanfo di morte è insopportabile.

Gli abitanti delle Far Oer celebrano il massacro delle loro vittime in un’atmosfera carnevalesca di intrattenimento. Spesso ai più piccoli viene concesso un giorno di festa a scuola per assistere all’evento e godere dello spettacolo. Decine di bambini corrono sulla spiaggia, nella baia, e saltano e giocano e gioiscono sulle carcasse sanguinanti delle balene. Ogni anno trovano la morte nelle Far Oer circa 2.000 balene.Le Far Oer, a metà strada
tra le isole Shetland e l’Islanda, malgrado siano un protettorato della Danimarca, hanno un loro governo indipendente che regola anche questa stupida mattanza annuale.

L’unica cosa che possiamo fare per fermare lo scempio è diffondere quanto più possibile questi dati e queste terribili immagini.Pubblicatele sui vostri siti, sui blog, sugli spaces, inviatele via mail ai vostri amici"

mandarino a orologeria l'ha fatto!!!!!!

domenica 23 agosto 2009

considerazioni sull'estate '09









arī nākamajā dzīvē es gribu būt dzimis leduslācis

u sljedećem životu želim biti rođen polarni medvjed

את החיים הבא אני רוצה להיוולד קוטבי לשאת

lähema elu Ma tahan olla sündinud jääkaru

në jetën e ardhshme Dua të jem i lindur ari i bardhë

dans la prochaine vie, je veux être né ours polaire

Ben kutup ayısı doğumlu olmak istiyorum sonraki hayatında

na próxima vida eu quero ter nascido urso polar

li jmiss fil-ħajja Nixtieq inkun imwieled ors polari

in het volgende leven wil ik geboren ijsbeer

en la següent vida vull ser ós polar nascut

A következő életet akarok lenni született jegesmedve

sa susunod na buhay na gusto kong iluwal polar bear

martedì 18 agosto 2009

sogni e scaloppine


Le mucche


le mucche dormono

e con il fiato fan le nuvolette

e sognano

le mucche sognano

un cielo azzurro bianco come il latte

in cui decollano come farfallette

e volano

le mucche volano

sopra le nuvole dall'alto puntano

le naturali loro artiglierie

e poi bombardano le macellerie

ma poi si svegliano

le mosche ronzano

è già mattino

e le mucche pensano

le mucche pensano

al loro destino

cos'è la vita infine?

oggi siam qui, domani scaloppine.
Stefano Benni

Lettori fissi

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La mia foto
Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla