"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

domenica 13 settembre 2009

eroi contemporanei



eroe (Luigi delle Bicocche)
Caparezza

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco nelle sale bingo
Man mano mi convinco che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.
guarda il video:http://www.youtube.com/watch?v=Oil9UyJNQ7M

CapaRezza, pseudonimo di Michele Salvemini (Molfetta, 9 ottobre 1973), è un cantautore e rapper italiano. Inizia la sua carriera musicale come "Mikimix" e porta al Festival di Sanremo nel '97 il brano "E la notte se ne va"
CapaRezza ha disconosciuto, pur senza rinnegarla, la prima parte della sua carriera non molto conosciuta, in quanto poco coerente rispetto al suo attuale pensiero di musicista lontano dal mainstream e alle logiche di mercato; difatti nel brano Mea Culpa, contentuto in "?!"si riferisce chiaramente alla prima parte della sua carriera artistica, definendosi "uno schiavo ritratto in un contratto controproducente", mentre nel brano Habemus Capa, tratto dall'omonimo album, appare: "Ti piace Capa? Ma quello è lo scemo di Sanremo!" e "Sei tu Mikimix? Tu l'hai detto!". Anche all'interno del brano "Il secondo secondo me" si autoriferirebbe dicendo: "Io, no no no no, non sono più quello di una volta".
e ancora, in una sua autodefinizione: «Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il se stesso odierno.»
(notizie tratte da Wikipedia)
GRANDE CHICCA:http://www.youtube.com/watch?v=2sU8DQftQJ4&feature=related

ci sono un italiano un inglese un francese e un tedesco..


ALZI LA MANO CHI NON HA MAI RACCONTATO DA PICCOLO (MA FORSE ANCHE DA GRANDE..!!) UNA DI QUESTE STUPIDE BARZELLETTE INTERNAZIONALOIDI...CHE FINIVANO SEMPRE CON QUALCHE TROVATA GENIALE DELL'ITALIANO!!!!!

« Un inglese, un francese e un italiano si sfidano a resistere una notte in un castello infestato da un fantasma.
Il primo giorno si reca nel castello l'inglese. A mezzanotte appare un fantasma urlando "Uuh... sono il fantasma Formaggino!", e l'inglese scappa terrorizzato.
Il secondo giorno si reca nel castello il francese. A mezzanotte il fantasma entra nella sua stanza urlando "Uuh... sono il fantasma Formaggino!" e il francese scappa ancor più terrorizzato.La terza notte è il turno dell'italiano. A mezzanotte il fantasma entra e urla "Uuh... sono il fantasma Formaggino!", e l'italiano risponde "Vieni qui che ti spalmo sul panino
!" »


nella foto: il Fantasma Formaggino

per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Fantasma_Formaggino
http://www.youtube.com/watch?v=M7I6jIb4y4k

CHE FINE HA FATTO BIANCORI'?




...in preda a un'inquietudine da revival anni '80(se mi firmo internauta76 ci sarà un motivo, no?)di recente mi sono messa a cercare al supermercato quella che era fra le mie leccornie preferite da piccola...
fra i fornitissimi scaffali dell'Esselunga, un pò in basso e defilato, trovo il mio amato cioccolato CIOCORI'.....ma la versione al latte? il mitico dolciastro stucchevole e supercariosissimo BIANCORI'?
ma soprattutto....dove sono i conigli? il coniglio nero del Ciocorì, la coniglietta bianca del Biancorì.... sulla confezione non ci sono più...così la bustina è anonima e un pò squallida.. sulla desta ci sono i personaggi di Madagascar che ammiccano e promettono una sorpresina all'interno (un cruciverba con domande sul film!)ma non è la stessa cosa....

cercando su Internet scopro che ora il Ciocorì si declina nelle due versioni, classico e bianco, e ha quindi soppiantato il Biancorì.
povero Biancorì!! che poi io all'Esselunga ho trovato solo il classico...neanche la soddisfazione di assaggiare il gusto della mia versione preferita, seppur sotto mentite spoglie... non mi dò pace....cosa sarà successo?
inizialmente ho pensato che il coniglio nero avesse cannibalizzato la sua bianca compagna.... mi ricordo benissimo che ancora a Pasqua il coniglio nero esisteva perchè ho comprato l'uovo (BUONISSIMO)e la sorpresa era proprio un portachiavi con la suddetta bestiola.
che dopo il terribile atto di sopraffazione gli alti vertici abbiano eliminato anche lui? quindi ..prima il coniglio avrebbe trucidato la coniglia... forse sobillato da correnti reazionarie della Buondì Bistefani... non deve essere stato difficile confonderlo con promesse di maggiore gloria...solo il suo nome a campeggiare sugli scaffali, nessun corner da condividere con la bianca compagna di una vita che lo ha sempre lasciato solo a remare e mai dico mai ha fatto onore, in tanti anni, alla fama che proverbialmente le coniglie hanno in tutto il mondo.....
ma sarebbe stato solo uno strumento nella mani del potere...perchè successivamente, solo e ormai in preda a un delirio di onnipotenza, avrebbe poi subito la stessa sorte...
...comunque io aspetto fiduciosa la prossima Pasqua perchè l'uovo era buonissimo, speriamo lo ripropongano! nell'attesa ho trovato la ricetta per fare in casa il Ciocorì o il Biancorì:

Occorrente per 4-6 persone

Tempo di preparazione: 15 minuti + raffeddamento

INGREDIENTI:

100 g di cioccolato al latte per il Ciocorì
100 g di cioccolato bianco per il Biancorì
100 g di cereali (riso soffiato o corn flakes)


PREPARAZIONE:

Fate sciogliere il cioccolato al latte a bagnomaria e una volta liquido e ben sciolto unitevi il riso soffiato, amalgamate bene i due ingredienti e poi versate il tutto o in una teglia rettagongale (ideali quelle di alluminio che poi si buttano) o dentro delle formine, ponendo con attenzione il dolcetto e facendo uno strato sottile di cioccolato. Mettete poi nel frigorifero e lasciate raffeddare per almeno un paio di ore.

Lo stesso procedimento con il cioccolato bianco che farete sempre sciogliere a bagnomaria e poi unirete ai cereali. Lasciate raffreddare in frigo.

PRESENTAZIONE:

Una volta freddi portateli a tavola e serviteli come cioccolatini, oppure utilizzateli come piccoli spuntini o dolci merende
(http://offtopicmania.forumfree.net/?t=33394572)

sabato 12 settembre 2009

la leggenda dell'Innamorata all'isola d'Elba



La tradizionale fiaccolata dell’innamorata risale alla seconda metà del XVII secolo Il promotore fu un certo Domingo Cardenas, nobile spagnolo il quale, diseredato dal padre e costretto all’esilio,si stabilì nella terra dell’Innamorata.

A quel tempo la zona era conosciuta come “Cala de lo ferro”, data la vicinanza alle miniere di ferro di Calamita. Una sera di luglio il nobiluomo credette di aver visto Maria che con la sua ombra leggiadra e soave, si stagliava contro l’immensità dell’orizzonte rischiarato da una miriade di bagliori luminosi.A quella visione la mente di Domingo tornò al racconto dei pescatori .Correva l’anno 1534, le coste dell’Elba venivano ripetutamente saccheggiate dal pirata Barbarossa e dai suoi Saraceni, ma poco importava ai due giovani Lorenzo e Maria. Il loro amore, ostacolato dalla ricca famiglia di lui a causa della povertà di lei, era troppo grande e dal mare traeva la forza. I loro sguardi si erano incrociati per la prima volta sulla spiaggia battuta dai marosi, mentre Lorenzo tentava di mettere a riparo le imbarcazioni dei pescatori. Dal quel giorno la spiaggia divenne il loro rifugio segreto, il luogo dove scambiarsi tenerezze e promesse d’amore.

Proprio in quella spiaggia egli chiese a Maria di sposarlo. Un pomeriggio, il 14 luglio, Lorenzo giunse in anticipo sulla spiaggia. Maria dall’alto del sentiero vagava con lo sguardo alla ricerca dell’amato, ma vide una ciurmaglia di uomini sbarcare da una scialuppa. Imponente assistette alla lotta furibonda che si accese: Lorenzo si batté con onore, ma stremato, fu fatto prigioniero. Maria corse verso la spiaggia in tempo per vedere la nave corsara allontanarsi dopo aver gettato in mare un corpo agonizzante. Riconoscendo in quel corpo il suo amante, Maria si lasciò cadere in mare, in un ultimo disperato impeto di amore. Fu trovato solo uno scialle impigliato su uno scoglio che da allora venne chiamato “Ciarpa”. Sconvolto da quella visione, Domingo promise a se stesso che negli anni e venire, per permettere a Maria di ritrovare il suo Lorenzo, avrebbe acceso mille torce illuminando a giorno la spiaggia la quale fu ribattezzata la “Spiaggia dell’Innamorata”. Inoltre, per assicurare la continuità della festa, decise di apporre al suo testamento una clausola, che si sarebbe tramandata di padre in figlio, con la quale i suoi discendenti avrebbero mantenuto in vita la tradizione dell’Innamorata. E così fu. Interrotta da eventi bellici che coinvolsero l’isola d’Elba, la tradizione fu ripresa nel 1985 ad opera del Comitato di Rievocazione Storica fondato e presieduto da Michelangelo Venturini, che ogni 14 luglio rinnova la promessa fatta da Domingo Cardenas.
La spiaggia risplende di mille torce ed una corte di persone in costume sfila per terra e per mare alla ricerca dei due giovani amanti. L’antica rievocazione della fiaccolata dell’Innamorata si conclude con la leggendaria “Disfida della Ciarpa”. Un corteo storico percorre a piedi le vie del paese: aprono la sfilata un banditore e u torciere, seguiti da un gruppo formato da musici, tamburini,soldati e dal Capitano della Guardia. Al centro del corteo il gruppo dei nobili, illuminato da torcieri, è preceduto dal portabandiera dei “Cavalieri dell’isola d’Elba”. Subito dopo un anziano pescatore accompagna Maria, la quale viene impersonata da una ragazza di Capoliveri. Il corteo prosegue con gli equipaggi delle barche dei quattro rioni dell’antico castello: la Fortezza, il Baluardo, il Fosso e la Torre. Ogni equipaggio è guidato da un vecchio pescatore (capo rione) affiancato da un giovane del quartiere che porta la bandiera. Seguono i quattro membri dell’equipaggio, che si distinguono tra loro per il colore della fusciacca: blu per la Fortezza, rosso per il baluardo, verde per il Fosso, giallo per la Torre.
Dal bivio di Capoliveri, gli equipaggi si trasferiscono sulla spiaggia di Morcone, dopo che si preparano per disfida, il resto del corteo prosegue per l’Innamorata alla ricerca dei due giovani amanti. Un Razzo verde segnala alle barche l’approssimarsi della partenza, che avverrà quando un razzo rosso illuminerà il cielo. Le imbarcazioni attraversano i golfi di Morcone e Pareti per giungere all’innamorata, davanti allo scoglio della Ciarpa, dove i timonieri si gettano in acqua per prendere lo scialle che Maria buttandosi, ha lasciato impigliato nella scogliera. Nel frattempo i rappresentanti di don Domingo Cardenas e Isabell Martorell, insieme ai pescatori e alle fanciulle scelte dai quattro rioni, attendono il vincitore che dopo aver percorso a nuoto il tratto di mare che lo separa dalla spiaggia, porge la Ciarpa al pescatore anziano del proprio rione, il quale la consegna nelle mani di don Cardenas; ed è proprio il nobiluomo a cingere con lo scialle le spalle della ragazza scelta dai vincitori, proclamando così la maria dell’anno successivo. Sarà lei a conservare lo scialle e come vuole tradizione, a trovare l’amore.
da http://www.elba2000.it/innamorata/index.htm

sabato 5 settembre 2009

MARECHIARE



Quanno sponta la luna a Marechiare
pure li pisce nce fann' a l'ammore,
se revotano l'onne de lu mare,
pe la priezza cagneno culore
quanno sponta la luna a Marechiare.

A Marechiare nce sta na fenesta,
pe' la passione mia nce tuzzulea,
nu carofano adora int'a na testa,
passa l'acqua pe sotto e murmuléa,
A Marechiare nce sta na fenesta
Ah! Ah!
A Marechiare, a Marechiare,
nce sta na fenesta.

Chi dice ca li stelle so lucente
nun sape l'uocchie ca tu tiene nfronte.
Sti doje stelle li saccio io sulamente.
dint'a lu core ne tengo li ponte.
Chi dice ca li stelle so lucente?

Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
quanno maie tanto tiempo aggio aspettato?
P'accompagnà li suone cu la voce
stasera na chitarra aggio portato.
Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
Ah! Ah!
O scetate, o scetate,
scetate, Carulì, ca l'area è doce.


Salvatore di Giacomo

risvegli traumatici


Donne!! È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
È arrivato l’arrotino!


leggi la leggenda metropolitana e ascolta l'audio su: http://www.ziofringuello.com/arrotino.swf

martedì 1 settembre 2009

IL DUBBIO

« "Solo gli imbecilli non hanno dubbi."

"Ne sei sicuro?"


"Non ho alcun dubbio!" »
(Luciano De Crescenzo, Il Dubbio)


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Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla