"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

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lunedì 18 giugno 2012

martedì 2 agosto 2011

domenica 30 gennaio 2011

Little Silvio



http://shockdom.com/open/esse/2011/01/30/le-avventure-del-piccolo-silvio/

mercoledì 5 gennaio 2011

si può ironizzare davvero su tutto.

Domani è un altro giorno. domani sarò più forte io.

sabato 12 giugno 2010

sempre e comunque

nonostante non riesca a capire la relazione!!!!!!!



http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=crozza&video=6194

sabato 1 maggio 2010

IL BIBLIOTECARIO






FEDERICO SARDELLI
e altre chicche su:
http://www.vernacoliere.com/

martedì 13 aprile 2010

Leprotto mannaro (viola comunista terrorista e istigato dal clima d'odio)

Milano - Paura all'aeroporto di Linate ma per fortuna pochi danni. La colpa è tutta di una lepre. Pochi minuti prima delle 14 l'animale è stato centrato in pieno da un aereo che stava per staccarsi in volo: un forte botto poco prima che le ruote si staccassero da terra. L’urto, sentito dai passeggeri, ha danneggiato il carrello e il comandante dell’aeromobile ha preferito rientrare nella piazzola per far svolgere i controlli del caso.

Sull'aereo diversi onorevoli Il velivolo - con a bordo una settantina di passeggeri - avrebbe dovuto portare a Roma diversi parlamentari del Pdl e della Lega, ma anche di altri partiti. L’avaria li ha costretti a cambiare programmi rimandando di qualche ora il rientro a Roma. Tra i deputati coinvolti nell'incidente, Giorgio Jannone, Riccardo De Corato, Viviana Beccalossi, il sindaco di Brescia Adriano Paroli, più una decina di altri parlamentari di Pdl e Lega. "Abbiamo sentito un forte botto e subito dopo una violenta frenata. Poi ci hanno fatto scendere", spiega Jannone. (http://www.ilgiornale.it/interni/linate_aereo_investe_lepre_paura_politici_bordo_il_velivolo_bloccato_terra/linate-lepre_motore-aereo/13-04-2010/articolo-id=437279-page=0-comments=1)




Ecco come si è svolto, attimo per attimo, il drammatico attentato.

che dire? parafrasando qualcuno.....Ich bin ein Hase

lunedì 12 aprile 2010

La vera storia di Mariastella Gelmini


Il Gran Consiglio Intergalattico dei Portafogli Poderosi (abbreviato in P2) era al settimo cielo: la rinascita democratica della minuscola nazione del pianeta Terra stava avvenendo secondo i loro piani. In Italia ormai tutto procedeva secondo programma: adesso toccava alla scuola. Bisognava azzerare la ricerca, mettere in fuga i cervelli più pericolosi, licenziare insegnanti, stringere la borsa dei finanziamenti alla scuola pubblica e allargare quella per gli istituti privati. Stando sempre attenti a non pestare i piedi agli unici insegnanti pubblici che potevano dare fastidio, quelli di religione, che facevano parte di una struttura con ramificazioni in tutto l'universo a cui i Portafogli Poderosi si erano appoggiati per riciclare denaro e per risolvere altre questioni scomode. Insomma, bisognava annientare la scuola pubblica in modo che solo i ricchi potessero studiare e una volta comprata la laurea dirigere il Paese facendosi i cazzi loro senza preoccupazioni.
Sì, ma chi sarebbe stato in grado di farlo?
Serviva una mente vuota, un cervello striminzito di una persona senza spirito critico, vogliosa di fare carriera alla svelta e pronta a ripetere senza discutere tutto quello che gli veniva ordinato di fare.
Furono vagliati migliaia di candidati, ci vollero mesi prima di trovare la persona che rispondesse a quei requisiti. In tutta Italia c'era solo una persona che poteva annientare la cultura senza provare rimorso perché non l'aveva mai vista da vicino: Interstella Gelmini.
La nostra eroina ha il curriculum adatto: laureatasi in Lombardia supera l'esame da avvocato a Reggio Calabria dove il tasso di abilitazione è del 94%. Nel 2000 è sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda per inoperosità.
La sfiducia, oltre che dall'opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. Non era necessario cercare oltre. Il nuovo ministro della distruzione pubblica si mette subito all'opera con provvedimenti essenziali che l'Italia aspettava da anni e che fin da subito lasciano intravedere la sua potenza innovatrice: la reintroduzione del voto in condotta e del grembiulino.
La riforma Gelmini è inarrestabile: dimezzate le ore di insegnamento, dimezzati i docenti, dimezzate le scuole. E perché non abolire il valore legale del titolo di studio? Per la P2 è un sogno. Il Maestro Venerabile Licio Gelli arriva ad elogiare pubblicamente la riforma, soprattutto “l'innovazione” del maestro unico che, a suo dire, riporta finalmente un po' di ordine. Sono soddisfazioni per la piccola Interstella... La sua riforma ha anche un secondo fine: serve a far sembrare i ministri della Lega persone dal QI normale: è più semplice abbassare il livello culturale di un'intera nazione che alzare il loro.
Il popolino però sembra non capire...Studenti, insegnanti e famiglie scendono in piazza contro la povera Interstella che dice di essere meravigliata delle proteste, di non capirle...
Arriva a dire che il suo Governo è così attento alle problematiche sociali che sembra quasi di sinistra. La prima volta che ha parlato senza copione. E anche l'ultima. Dopo le strade tocca ai tetti: i precari della scuola campeggiano giorni e giorni sugli edifici scolastici ma fortunatamente i tg di regime distraggono il popolino parlando di tutt'altro. Sfortunatamente Studio Aperto è costretto a rinunciare ai servizi dei gattini intrappolati sugli alberi perché le telecamere puntate verso l'alto avrebbero potuto inquadrare le proteste sui tetti.

(tratto dal blog LO STARNUTO: http://silviodigiorgio.blogspot.com/
Illustrazione di Andy Ventura)

STREPITOSA

Primo giorno di scuola, in una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony).

Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: "Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: "Datemi la liberta o datemi la morte"? La classe tace, ma Suzuki alza la mano. "Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!"

"Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!"

"Molto bene, bravo Suzuki!"

"E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla ?"

Di nuovo Suzuki in piedi: "Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!"

La maestra stupita allora si rivolge alla classe: "Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!"

Si sente una voce bassa bassa: "Vaffanculo a ’sti bastardi giapponesi!!!"

"Chi l’ha detto?" chiede indispettita la maestra.

Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde: "Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit."

La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: "Mi viene da vomitare!"

"Voglio sapere chi è stato a dire questo!!" urla la maestra.

Suzuki risponde al volo: "George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991."

Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: "Succhiamelo!"

"Adesso basta! Chi è stato a dire questo?" urla inviperita la maestra.

Suzuki risponde impeterrito: "Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca."

Un altro ragazzo si alza e urla: "Suzuki del cazzo!"

"Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005."

La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene.

Si spalanca la porta ed entra il preside: "Cazzo, non ho mai visto un casino simile!"

"Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna."

giovedì 1 aprile 2010

odio e volgarità

dal blog di Daniele Luttazzi:http://www.danieleluttazzi.it/node/675#comment-68180
(in negrita la risposta di Daniele)

Non ti scrivo per elogiare il tuo lavoro o per lodarti (invece si), ma per sapere se hai letto le lettere inviate da alcuni elettori al quotidiano La Repubblica che riguardano il tuo splendido monologo di Raiperunanotte - una lettrice, ad esempio, si sente offesa come donna per la scena della sodomizzazione -. L'incomprensione di alcuni passi del tuo monologo da parte di coloro che hanno scritte le lettere, sembra perfetta per parlare anche su Repubblica, come hai già fatto sul tuo blog, di satira. (Cristiano Tistarelli)

Repubblica nella cronaca sulla serata di Santoro ha parlato di te il meno possibile e ha già pubblicato due lettere di persone "offese" dalla volgarità del tuo intervento. Non te lo scrivono i giornalisti, lo fanno dire ai lettori! Io e i miei amici abbiamo inviato a Repubblica una ventina di mail che lodano il tuo monologo. Come mai quelle non le pubblicano? (Sandro)

A parte la maleducazione giornalistica di farmi passare sempre per uno che fa le cose senza accorgersi di cosa sta facendo (Piccolo qui è in buona compagnia con Sofri e Serra, che usarono lo stesso argomento all'epoca della chiusura forzata di Decameron, e con Scalfari, che lo usò nel 2001 per commentare il caso Satyricon); e lasciando perdere i ceffi matricolati alla Aldo Grasso; colpisce lo svarione sul maschilismo e sulla volgarità, che accomuna di nuovo Repubblica (e Unità) al Giornale (c'è chi ha notato anche l'eloquente silenzio del manifesto): parlano del dito (la tecnica) per non parlare della luna (la mia satira sugli italiani, su questo Paese, su Berlusconi, sull'opposizione, sul giornalismo, e le risate roboanti che sono seguite a ogni battuta, dentro il Paladozza e in tutte le piazze collegate).

Mi tocca ricordare allora che la tecnica satirica esibisce il corpo alle prese con la propria fisiologia. Sempre. In questo modo azzera le gerarchie di valori e di potere: qui sta la sua forza liberatoria.

La satira è un genere piccante, non esiste satira gentile, e per questo può urtare certe sensibilità non avvezze al suo linguaggio. Nè deve per forza piacere a tutti. D'altra parte, se avessero letto qualche mio libro, si sarebbero accorti che, come la tradizione insegna, metto in scena corpi sia maschili che femminili, e la figura più ridicola è proprio quella del mio personaggio.

Ho notato che sono le donne (alcune) a sentirsi più colpite dall'esplorazione satirica di umori e pratiche sessuali; ma reagire con una difesa ideologica di genere ("la sua satira degrada le donne") quando si tratta di normale tecnica satirica (la satira, con la sua volgarità giocosa, degrada l'essere umano per generare una visione rinnovata sul mondo) costituisce un abbaglio tanto frequente quanto indiziale. Se si viene urtati da una scena satirica, è utile interrogarsi sul perchè, senza proiettare sull'artista il proprio turbamento. Lì c'è un nodo (psicologico e/o culturale) che andrebbe sciolto. Chi lo ha già fatto, ride.

Più in dettaglio: la mia satira immerge il pubblico nella cosa trattata, in modo che il pubblico faccia l'esperienza degli effetti (ad esempio, il maschilismo berlusconiano). Il cortocircuito è attribuire a me l'ideologia della scena che descrivo (maschilista). Così mi si sottovaluta parecchio, però.

Divertente, comunque, vedere in quanti, adesso, si affannano a distorcere il monologo di quella serata, e per i motivi più diversi. Purtroppo per loro, quel monologo è in rete. E sfolgora.

In conclusione: siamo un Paese in cui il capo del governo va a prostitute e i preti violentano bambini, ma il vero problema è la volgarità della satira.



Refresh: questo il monologo di Daniele a "Raiperunanotte" (25 marzo 2010) che ha innescato la bomba
http://www.youtube.com/watch?v=t7p2U5AxJLQ&feature=PlayList&p=36EF1F8157E467E6&playnext_from=PL&playnext=1&index=64
http://www.youtube.com/watch?v=4I7KI4c758o&feature=related



Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere, significa onorare gli onesti. (Aristofane)

martedì 30 marzo 2010

si può ridere da soli per 10 minuti di seguito? evidentemente si...


Ma te lo sai che se ti metti in orbita in un certo modo rispetto all'orizzonte degli eventi di un buco nero supermassivo a rotazione puoi viaggià avanti e indietro nel tempo? Ma de che stamo a parlà ancora de 'o spirito santo, 'a cosa, 'a pastorella... ma stamo a scherzà?


(Don Pizarro, personaggio di Corrado Guzzanti)

martedì 23 marzo 2010

giovedì 18 marzo 2010

Cusenza sutta VOTAZIONI... Veniamo in pace.

dal mitico www.spigaweb.org un fantastico commento sui manifesti elettorali a Cosenza:

Cusenza, 13 (cum'i filici) marzu 2010
Carissimu amicu (si si fimmina carissima amica),
ci simu quasi: l'elezioni reggionali stannu arrivannu e tutta Cusenza è na spasera i poster, manifesti i muarti, munnizza e manifesti elettorali.
Ci pu minà cu na mazza ca i mienzi su porcarie (Fotosciop ha fattu cchiù danni d'a bumma atomica) e putissaru essa evitate tranguillamente. Facimu angunu esembiu. U cchiù terribbile i tutti un potìa essa ca chiru i Nicola Adamo (oramai sciruppatu abbastanza intra tutti s'anni tra colpi d'i scena, figli spuri e trangani vari fra iddru e ra mugliera): u slogan i su pruvissuri è (accuarti ari maiuscole e ri minuscole): uno PER noi.
A parte ca un si capiscia si u slogan è na minaccia, chiru ca mi lassa peLplessu è: picchì su PER maiusculu? Tena istinti moltiplicatori (a livello i chiru ca ja moltiplicannu u pane e ri pisci?); s'è iscrittu ari scole elementari e vo fa capì ca canuscia ADDIZIONE, SOTTRAZIONE, u PER e LA DIVISIONE; o, cumu dicìa prima, è na minaccia pi dire: sciambà, è unu pi nua, cioè chissu ni meritamu...
N'atru ca tena scatti i matematica è Enzo Damiano (alleanza per la calabria). Slogan: Mi farò in... 4 per te! Damià, u numaru ti cummenìa aru scriva a littare, puru picchì nu 4, in matematica, un mi para ca porta buanu. Francesco Morelli (Pdl), lassa a matematica e si jetta sull'INSIEMISTICA. Slogan: Non IO ma VOI, non da soli ma INSIEME. Allura, analizzamu a questione. Si dici non Io e pu dici Insieme...correggitimi si sbagliu: unn'avissa d'essa "non io ma NOI"?
Si no gioia mia, o tu o loro siti fora i l'accucchiata. Decidati.
Antonio Pizzini si affida all'acronimo Prima e Dopo Liberi dal bisogno. Tuttu su mbracchiu pi dì PDL. Pizzì, un ti fa vida i Bartezzaghi ca sinnò ricuagli ancunu buffu...
Nuove tecnologie pi Pino Quintieri (alleanza per la calabria) e Michele Trematerra (Udc). U primu li mina na pagina i Facebook e ci scriva Pinobook :), l'atru li pialla nu pulsante i youtube mienzu aru manifestu. Trematè, un mi fa chiamà a Umbertu Eco, mu spieghi ch'ha vulutu dì?
Alfonso Cosentino (UDC) s'affida ara semantica, slogan: COSENTINO, di nome e di fatto. Unu ca un si sa s'è cusentinu e sicuramente un s'affida all'ITALIANO è u rifondarolo Ferdinando Aiello ca, supa nu manifestu, duna appuntamentu a piazza Santo SpiTiro! Alla RELIGIONE si ci jetta carlo Guccione (n'atru d'u PD): manifestu ccu ra calabria e ra scritta "Terra Promessa". Gucciò, fammi capì, e chini sì? Mosè?
Nzomma ara fine d'i cunti, simu intra na guerra addi chira ca perda è sra SCOLA. Si ti vu fa na cultura i manifesti (e quindi a ti fa quattru risi a gratis) basta ca ti fa nu giru si parti parti o visiti u situ i Demetrio Guzzardi http://manifesticalabria.blogspot.com U sacciu ca u cchiù ti fa venì u vuammicu. D'altronde, CI NNI VU BENE ARA CALABRIA? E MO TI FRICHI.
N'abbrazzu, Webmastru
webmastru@spigaweb.org http://www.spigaweb.org

ps. grazie a ClaudiaLepo per la dritta.....

lunedì 8 marzo 2010

STELLE E LAMPADINE


Chi mi conosce almeno un po’ sa della mia avversione per tutto ciò che riguarda gli astri e lo zodiaco, e soprattutto quanto io prenda per il culo chi ci crede…
Per quanto mi riguarda la cosa più terribile che possa capitare a un primo appuntamento è che lui ti chieda: “Ma tu di che segno sei?”
Eppure stasera mi sono fatta un sacco di risate leggendo un oroscopo sui generis, che ricalca le caratteristiche attribuite a ogni segno: Leone egocentrico, Vergine metodico, Pesci con la testa tra le nuvole, Cancro sensibile, Acquario competitivo, Scorpione diffidente e così via.
Poiché a casa mia si è fulminata una lampadina più di due mesi fa, e la mia coinquilina è Gemelli come me… vi lascio il mio segno in fondo per farvi capire perché ho riso tanto e perché considero questo oroscopo SCIENTIFICAMENTE ATTENDIBILE!!!!!!! Vi ritrovate nel vostro segno?

STELLE E LAMPADINE

Ariete: Quanti Ariete servono per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Toro: Quanti Toro servono per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Cancro: Quanti Cancro servono per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Leone: Quanti Leone servono per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

Vergine: Quanti Vergine servono per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

Bilancia: Quanti Bilancia servono per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei…penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova… ci sono molti dubbi!

Scorpione: Quanti Scorpione servono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Sagittario: Quanti Sagittario servono per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

Capricorno: Quanti Capricorno servono per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine se non ci trovano il loro tornaconto.

Acquario: Quanti Acquario servono per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’unico capace di ridare la luce al mondo.

Pesci: Quanti Pesci servono per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?

Gemelli: Quanti Gemelli servono per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente.
Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

sabato 20 febbraio 2010

Principesse

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domenica 17 gennaio 2010

pobre Darwin



ps. la vignetta è deliziosa ma mi dissocio completamente dall'immagine di Garibaldi all'apice della catena evolutiva.

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La mia foto
Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla