"Cos'è che in noi mente, uccide, ruba?" Georg Büchner, Woyzeck

martedì 20 marzo 2012

un acronimo involontario



Era un omaggio alla dea, la dea della fecondità, della
rigenerazione, che probabilmente dava il nome anche a quella che sarebbe stata
la mia futura città: la mia nuova vita! Era
un omaggio al figlio, esperto nell’uso della parola e pratico degli affari, per
propiziarci una buona riuscita.
Era anche e involontariamente un acronimo indovinato, con le
iniziali delle persone di cui mi sarei voluta circondare più la mia, la prima e
l’ultima ad abbracciare e proteggere le centrali, iniziali di due
nomi latini superbi.
E poteva funzionare solo così, con l’acronimo
metaforicamente completo, perché senza la prima lettera, ciò che resta di quel
progetto è un suono onomatopeico del dolore. Dio quanto fa male, se non ci sei
tu.
E senza la mia A e il mio Amore, nulla può essere. La felicità anche per te rimane una negazione
eterna.

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Mandarino per nascita e per elezione, a orologeria per necessità. politicamente scorretta, vivo libera da ogni convenzione e religione, tutti i giorni reinvento il mio mondo e ridò la carica al mio trenino a molla